L’AQUILA – Si chiude, nel migliore dei modi, la vicenda della reliquia rubata lo scorso gennaio dal santuario di San Pietro della Ienca, sul Gran Sasso aquilano, contenente il sangue di Wojtyla, un pezzettino di stoffa dell’abito che Giovanni Paolo II indossava quando, il 13 maggio 1981, rimase vittima di un attentato in piazza San Pietro, durante l’udienza generale.

Questa mattina i frammenti della reliquia, recuperata dalla polizia di Stato il 30 gennaio scorso, sono stati restituiti alla Curia arcivescovile dell’Aquila nel corso di un incontro proprio nella sede della Questura del capoluogo abruzzese alla presenza, tra gli altri, di Maurilio Grasso, dirigente della squadra Mobile dell’Aquila, monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliario del capoluogo, don Carmelo Pagano Le Rose, cappellano della Polizia.

Durante l’incontro è stato mostrato anche il reliquiario in cui verrà sistemato il sangue di Giovanni Paolo II, prossimo alla canonizzazione, il prossimo 27 aprile, un regalo della comunità ecclesiale e civile di Bisceglie (Barletta-Andria-Trani).

A rubare la reliquia, Simone Scopano, Davide Celletti e Alessandro Acierno, denunciati, ma anche ‘perdonati’ da D’Ercole e dagli altri uomini di chiesa in questa vicenda. 

“Si conclude questa storia nel migliore dei modi – le parole di D’Ercole – è stato fatto un grande lavoro, in tanti, non solanto le forze dell’ordine, hanno messo impegno e sofferenza quando tutto sembrava perduto”.

“Ora – ha detto ancora – si deve pensare all’installazione di un impianto di sicurezza al santuario, ne stiamo discutendo con il Comune dell’Aquila”.