CHIETI – Commercianti pronti a fare da “barriera umana” contro la realizzazione dei due nuovi cloni di Megalò a Santa Filomena di Chieti Scalo.
I due filoni della lotta alla grande distribuzione a ridosso del fiume Pescara, ovvero ambientalisti e commercianti, provano a unire le forze per impedire la nascita dei cosiddetti Magalò 2 (progetto della ditta Sirecc) e Megalò 3 (iniziativa della società Akka).
La presidente provinciale di Confcommercio Chieti Marisa Tiberio ha tenuto infatti una conferenza a tema per i propri associati invitando i responsabili del Wwf, associazione che ha avviato una battaglia legale sulla nascita dei due nuovi interventi commerciali, essendosi costituito “ad opponendum” nei vari ricorsi proposti dalla Sirecc e dalla Akka davanti al Tar.
Per quanto riguarda la vicenda legale, per Megalò 2 (il progetto che prevede nuove strutture di commercio e servizi da realizzare a partire dalla fine del parcheggio dell’attuale Megalò andando verso Pescara) il ricorso presentato dalla Sirecc verrà discusso davanti al Tar il prossimo 22 maggio.
Per Megalò 3 (iniziativa che prevede nuovi insediamenti commerciali e ricettivi-ricreativi da realizzare ancora più verso Pescara sempre lungo l’argine del fiume) c’è un ricorso contro il parere negativo alla realizzazione il cui giudizio è però sospeso in attesa del pronunciamento del tribunale delle acque che dovrebbe arrivare entro questo mese e che dovrebbe far luce anche sulla questione delle quote degli argini.
Anche Confcommercio, come ha fatto il Wwf, potrebbe costituirsi davanti al Tar “ad opponendum”. In questo caso scenderebbe in campo contro il Comune di Chieti che invece per Megalò 3 si è costituito “ad adiuvandum”.
Nel corso dell’incontro il presidente comunale e quello regionale del Wwf, Nicoletta Di Francesco e Luciano Di Tizio, insieme al legale dell’associazione Francesco Febbo, hanno riproposto tutte le preoccupazioni degli ambientalisti circa la cementificazione al ridosso del fiume Pescara.
“Se arriva una vera piena – ha detto Di Tizio – non c’è argine che tenga. Questo fenomeno naturale si ripropone con una media che va dai 50 ai 200 anni, ma è sotto gli occhi di tutti che le condizioni climatiche stanno cambiando e dunque occorre stare molto attenti”.
La presidentessa di Confcommercio ha invece ricordato i numeri della crisi, ingigantita dalla presenza dei centri commerciali della vallata: “La provincia di Chieti nell’ultimo anno ha perso 1.122 imprese. Da luglio 2012 a luglio 2013, solo nel settore del commercio, ci sono state 11 chiusure a Lanciano, 28 a Chieti, 38 a Francavilla, 15 a Ortona e 27 a Vasto”.
“I due nuovi centri commerciali – ha concluso la Tiberio – promettono 450 posti di lavoro in più, ma da uno studio della Camera di commercio si è visto che se ne perderanno migliaia, con la chiusura di centinaia di imprese, non solo commerciali, del circondario”.






