L’AQUILA – Acque molto agitate in seno a Confindustria Abruzzo su due questioni determinanti per l’assetto futuro dell’associazione di categoria: il nodo del tentativo di scippo, ancora in atto, della sede regionale, che è all’Aquila ma che più di un dirigente ha tentato di spostare a Pescara, e quello del rinnovo della poltrona di presidente.

A proposito di quest’ultimo aspetto è scontro a tutto campo, anche se ancora non esplode all’esterno, dentro Confindustria per la elezione del successore dell’uscente Mauro Angelucci, giunto alla fine del suo mandato.

Secondo la logica della rotazione delle cariche su base provinciale, a questo giro toccherebbe a Teramo la scelta dell’indicazione, ma il numero 2 dell’associazione, il chietino Paolo Primavera, che è anche presidente di Confindustria teatina, ha cominciato a sgomitare al fine di rompere la consuetudine e proporsi come futuro titolare.

La contesa, davvero aspra, cela dietro un pericoloso dualismo territoriale zona costiera-aree interne: infatti a fronteggiarsi sono i desiderata del fronte Chieti-Pescara e quello L’Aquila-Teramo, che non a caso da mesi hanno avviato un processo di fusione che porterà alla nascita di due grandi blocchi.

Tutto ciò mentre ancora infuriano le polemiche all’interno degli industriali, dopo il paventato spostamento della sede abruzzese dal capoluogo alla città adriatica, smentito da Angelucci.

Di fatto anche se la sede rimane fisicamente all’Aquila, ormai a Pescara si svolge la maggior parte delle attività, quindi è come se l’avvicendamento ci fosse stato.

La cosa non è andata giù a buona parte consistente del personale e dei componenti degli organismi di vertice che però ancora non si decidono a rendere le loro denunce.

E in tal senso è assordante il silenzio dei vertici provinciali aquilani che pure nei mesi scorsi si erano schierati in difesa del mantenimento della sede nel capoluogo di regione.

Come se non bastasse, in questo quadro di polemiche e tensioni interne si inseriscono i mugugni di dipendenti e dirigenti per le troppo frequenti assenze del presidente Angelucci.

Tornando al piano di trasferimento della sede, per L’Aquila una spoliazione in piena regola, in realtà, se ne parla da anni, ma l’accelerata decisiva è stata data nel corso di una riunione prima dello scorso Natale.

Principali promotori dell’iniziativa gli stessi Angelucci e Primavera, e il presidente pescarese, Enrico Marramiero.

La prima mossa dovrebbe essere la creazione di una sede secondaria operativa di Confindustria a Pescara, un’intenzione che viene citata ufficialmente in documenti e verbali.

Un’ipotesi tuttavia contestata da alcuni gruppi, soprattutto per il fatto che va in barba a tutti i piani di contenimento dei costi e di snellimento delle procedure.

Insomma, in un momento di crisi economica che si riflette anche sulle casse delle associazioni regionali e provinciali, non sarebbe una necessità primaria.

Il tentativo ai danni del capoluogo ha creato problemi anche al presidente di Confindustria L’Aquila, l’imprenditore di Sulmona Fabio Spinosa Pingue: proprio nelle settimane precedenti all’assemblea che sancito il suo mandato-bis, una pattuglia di critici con la sua gestione gli ha rimproverato di non aver denunciato la manovra, in questo modo assecondandola.