PESCARA – Utilizzavano i propri figli come corrieri della droga.
Lei, Licia Torsellini di 43 anni, è stata arrestata ieri sera alla stazione ferroviaria di Pescara. Suo marito è Antonio Carota, finito in manette lo scorso 24 ottobre perché trasportava oltre un chilo di eroina all’interno della sua autovettura, facendosi “scudo” del figlio di 10 anni, confidando nel fatto che la presenza a bordo di un bambino piccolo non avrebbe insospettito le forze dell’ordine.
Ieri sera, intorno alle 21, alla stazione della città adriatica, personale della sezione Antidroga della squadra Mobile ha proceduto al controllo della donna, che poco prima era scesa da un treno in compagnia della figlia.
Visti i precedenti specifici della donna, che peraltro si era camuffata con un paio di grossi occhiali e un cappellino per non farsi riconoscere, essendo un volto noto alle forze dell’ordine, gli agenti hanno deciso di effettuare una perquisizione più approfondita. E infatti, nella sua borsa, avvolto dentro un panno, c’era un panetto di eroina di oltre mezzo chilo.
Per tale motivo la donna è stata tratta in arresto nella flagranza del reato di detenzione di stupefacenti e successivamente trasferita presso il carcere di Chieti, su disposizione del pm di turno.
Vicino l’uscita della stazione è stato identificato anche un altro figlio della donna, di17 anni, che attendeva le due a bordo di uno scooter, essendo stato probabilmente incaricato di prendere in consegna lo stupefacente per nasconderlo rapidamente.
Complessivamente, lo stupefacente sequestrato alla donna avrebbe consentito la preparazione di oltre 500 dosi per un valore sul “mercato” di non meno di 30.000 euro.





