FRANCAVILLA AL MARE – Pescatori contro delfini.
Sulla costa abruzzese gli operatori della piccola pesca non ne possono più dei più celebri e apprezzati (e protetti) tra i mammiferi marini che continuano a distruggere le reti per mangiare il pescato incastrato all’interno.
Allora, come riporta l’edizione di oggi del quotidiano Il Centro, per evitare di continuare a subire danni da questa specie protetta, i pescatori chiedono alla Regione l’acquisto di dissuasori a ultrasuoni, 400 euro a dissuasore, una cifra notevole se si considera che ogni pescatore dovrebbe averne almeno 6.
“Non peschiamo più niente – lamenta il pescatore Alessandro Pomilio, come si legge sul Centro – i delfini strappano le reti per mangiare il pesce che vi resta impigliato, in particolare le sogliole. Negli ultimi anni si sono riprodotti in modo esponenziale. Il problema è comune a tutto l’Adriatico. I delfini sono intelligenti e poiché non sempre riescono a individuare le reti, ci aspettano all’alba, seguono le barche per poi avventarsi sulle reti mentre le tiriamo su. Si mangiano il pescato sotto i nostri occhi. Ora il guadagno è di 50-60 euro al giorno mentre prima, a luglio e agosto, arrivava a 150-200 euro. In più, le reti non durano più tutta la stagione, ma diventano inservibili nel giro di 15-20 giorni”.
“So che la Regione dispone di un fondo di 1 milione e mezzo di euro destinato alla piccola pesca. I soldi non sono stati utilizzati perché pare che possano usufruirne solo i pescatori autonomi, che sono pochissimi, e non quelli riuniti in cooperativa che sono la gran parte”, spiega Pomilio.





