ROMA – “A Marcinelle persero la vita in una miniera moti italiani tra cui miei compaesani abruzzesi”.
Lo ha dichiarato Antonio Razzi, segretario Commissione esteri, in occasione della commemorazione della giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, in riferimento al disastro della miniera di carbone a Marcinelle, in Belgio, la mattina dell’8 agosto 1956, nel quale persero la vita 262 lavoratori per lo più italiani.
Il ricordo è andato all’unico ministro per gli italiani all’estero, “il compianto Mirko Tremaglia che volle con tutte le sue forze che l’Italia ricordasse con una data certa le vittime del lavoro italiano nel mondo. Nonostante sia stato eletto in un collegio italiano alle ultime politiche – ha continuato Razzi, non ho mai dimenticato e mai dimenticherò di essere stato un emigrante e di amare i miei connazionali residenti all’estero”.
“I miei 40 anni lavorativi in Svizzera hanno cementato in me un senso di appartenenza fortissimo di affetto e solidarietà con quanti lavorano fuori dai confini italiani e con quanti vi persero la vita in ragione di questo”, ha concluso il segretario della Commissione esteri.






