PESCARA – Accoltellamento in strada, a Pescara, nella centrale via Firenze, nel tardo pomeriggio.
Aurelio Di Pinto, 44 anni, originario di Vasto (Chieti), e residente a Pescara, è stato colpito da un uomo, poi fuggito, all’altezza della gastronomia napoletana e siciliana “Cotto e mangiato”.
Il ferito è stato subito soccorso da alcuni passanti; quindi, trasportato in autoambulanza in ospedale.
Le indagini sull’episodio e le ricerche del fuggitivo vengono condotte dalla squadra Mobile della Questura, che per i primi rilievi ha bloccato il traffico per qualche minuto.
I medici confermano che le condizioni del ferito non sono gravi. L’uomo è stato portato in “codice giallo” al pronto soccorso dell’ospedale con ferite multiple penetranti da arma da taglio.
Di Pinto è stato successivamente dimesso dall’ospedale. La prognosi è di 25 giorni.
La discussione con il suo aggressore sarebbe nata per motivi economici: all’improvviso l’aggressore avrebbe estratto un’arma appuntita ferendo il quarantaquattrenne in diverse zone del corpo.
FERMATO IL RESPONSABILE
Individuato e fermato dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pescara, diretti dal vice questore aggiunto Pierfrancesco Muriana, un pescarese di 37 anni, Emanuele Paolini, presunto autore dell’accoltellamento avvenuto in città nel tardo pomeriggio.
Avrebbe già fatto le prime ammissioni con gli inquirenti che stanno ricostruendo quanto avvenuto.
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Anna Maria Mantini.
Al termine dell’interrogatorio l’uomo potrebbe essere arrestato oppure denunciato per lesioni aggravate.
Contrariamente a quanto trapelato in un primo momento, il ferito non è il titolare della pizzeria di via Firenze all’interno della quale è cominciata la lite poi degenerata, ma un conoscente di una ex dipendente.
LA DINAMICA
Viene confermato il movente di una lite per motivi economici.
Di Pinto, insieme alla compagna e a un altro amico, avrebbe raggiunto la gastronomia al centro di Pescara per discutere con il proprietario perché un’amica avrebbe lavorato in questa attività ma non sarebbe stata pagata.
Di Pinto voleva perorare la tesi della ragazza. Nel locale, chiuso per lavori, c’erano il proprietario con due persone, e una di queste era Paolini. Quando la discussione è degenerata, Paolini avrebbe colpito Di Pinto per poi fuggire a casa.
Nelle prossime ore sarà valutata anche la posizione delle altre persone che hanno partecipato almeno inizialmente alla discussione sfociata nell’accoltellamento. L’arma finora non è stata trovata.






