L’AQUILA – “Esiste una differenza tra la critica politica e la diffamazione. Evidentemente, però, Aleandri, nonostante la condanna, continua a non averla chiara”.

Così il responsabile abruzzese di CasaPound Italia, Simone Laurenzi, replica ad Alberto Aleandri, il responsabile aquilano dell’Anppia, che ha lamentato una negazione del proprio diritto alla libertà d’espressione, dopo essere stato condannato a una multa di mille euro per aver definito
“raduno neonazista” e “offesa alle vittime del terremoto di L’Aquila” il corteo in ricordo dei martiri delle foibe organizzato da CasaPound Italia nel febbraio 2011.

“Inoltre – continua il responsabile Cpi – lo stesso Aleandri, sul cui capo pendono anche altre querele per ragioni analoghe, non sembra così convinto della correttezza del proprio operato, altrimenti non avrebbe cercato di negare la paternità delle sue affermazioni come ha fatto in aula, quando ha affermato che i contenuti contro CasaPound erano stati inseriti sul suo profilo da altri”.

“Quanto alla sentenza da lui citata in merito alla legittimità dell’accostamento dei termini ‘fascista’ e ‘nazista’ – precisa poi Laurenzi – questa faceva riferimento a un processo che coinvolgeva un movimento diverso dal nostro”.

“Infine, in merito all’intitolazione del nostro spazio a Italo Palesse, caduto combattendo sotto le insegne della Repubblica Sociale Italia – conclude il responsabile di Cpi – la scelta è frutto di una valutazione della sua biografia, dalla quale emerge il profilo limpido e positivo di un italiano che decise di schierarsi con quello che riteneva essere il legittimo governo del suo Paese e di contrapporsi a quello che avvertiva come un invasore, arrivando a pagare questa scelta con la vita”.