L’AQUILA – “È stata sostanzialmente non riconosciuta la libertà di espressione garantita dalla Carta costituzionale repubblicana e antifascista”.

Lo dice Alberto Aleandri, segretario provinciale dell’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia), condannato dal tribunale dell’Aquila per diffamazione e a pagare 1.000 euro per aver definito, sulla sua bacheca Facebook, come “raduno neonazista” il corteo in ricordo dei martiri delle foibe organizzato da Casapound nel febbraio del 2011 nel capoluogo.

Aleandri ricorda che una “sentenza della Corte di cassazione n. 19449 dell’8 gennaio 2010 ha sancito che sussiste l’esimente dell’esercizio del diritto di critica storica e politica nel caso in cui si utilizzino le espressioni ‘nazifascisti’ e ‘neonazisti’, in quanto, alla luce dei dati storici e dell’assetto normativo vigente durante il ventennio fascista la qualità di ‘fascista’ non può essere depurata dalla qualità di razzista e ritenersi incontaminata dall’accostamento al nazismo”.

Inoltre Aleandri accusa il coordinatore regionale del movimento, Simone Laurenzi, di essere apparso in tv portando in “bella mostra un grande fascio littorio appeso al collo” e “fregiandosi di essere fascista”.

“La sede di Casapound è intestata a Italo Palesse – conclude – storicamente riconosciuto come collaborazionista delle SS hitleriane”. 
 
LA NOTA COMPLETA DI ALEANDRI

In merito alla sentenza emessa dal Tribunale dell’Aquila in relazione alla querela di Casa Pound nei confronti di Aleandri Alberto, segretario provinciale dell’A.N.P.P.I.A. per aver pubblicato su facebook una foto di un manifesto affisso all’Aquila recante la scritta “Il raduno neonazista di Casa Pound a L’Aquila è un’offesa per i 309 Martiri del terremoto”, si precisa quanto segue.

Il sig. Aleandri Alberto è stato assolto dall’accusa di aver affisso il manifesto e condannato, come si è detto, per averlo divulgato su Facebook con l’irrogazione della multa di mille euro e la contestuale non menzione.

Il Pubblico Ministero aveva chiesto l’assoluzione con formula piena. La sentenza contrasta di conseguenza con le valutazioni del Pubblico Ministero e con la sentenza della Corte di Cassazione n. 19449 dell’8 gennaio 2010 che ha sancito: “sussiste l’esimente dell’esercizio del diritto di critica storica e politica” nel caso in cui si utilizzino “le espressioni ‘nazifascisti’ e ‘neonazisti’, in quanto, alla luce dei dati storici e dell’assetto normativo vigente durante il ventennio fascista […] la qualità di ‘fascista’ non può essere depurata dalla qualità di razzista e ritenersi incontaminata dall’accostamento al nazismo”.

Oltre ciò, va rilevato che nel caso specifico è stata sostanzialmente non riconosciuta la libertà di espressione garantita dalla Carta Costituzionale repubblicana e antifascista.

Considerando anche il recente comportamento di una moltitudine di militanti ed esponenti di spicco di Casa Puond (dall’assassinio dei due senegalesi a Firenze per mano del militante di Casa Pound Gianluca Casseri, alla premeditazione di stuprare a Napoli una universitaria ebrea ed altre violenze messe in atto sempre da appartenenti a Casa Pound), si può affermare che in qualsiasi occasione del convivere civile e in qualsiasi luogo, le manifestazioni di Casa Pound sono state sempre un’offesa alla dignità umana.

Inoltre, il responsabile dell’Aquila di Casa Pound Simone Laurenzi intervistato dalla televisione “la 7” il 1/4/2012 (si veda youtube) portava in bella mostra un grande fascio littorio appeso al collo fregiandosi di essere fascista.

Da rilevare che all’Aquila vengono affissi continuamente manifesti inneggianti al fascismo.

La sede di Casa Pound è intestata a Italo Palesse, storicamente riconosciuto come collaborazionista delle SS hitleriane.