L’AQUILA – Non bastava per Bruno Kapplani aver ucciso la ex moglie Hrjeta Boshti, di 36 anni, insieme al suo fidanzato Shpetim Hana di 37. Non bastava neanche di aver trasformato prima dei due delitti la loro vita in inferno.

La sua cattiveria ora doveva pesare anche sulla sorte dei figli, impedendo loro di partecipare persino al funerale in Albania della madre assassinata.

Nessun segno di pentimento per le sue vittime (così come bene sottolinea il quotidiano Il Centro) ma c’è dell’altro: il suo livore non conosce limiti.

I figli non hanno potuto dare l’ultimo saluto alla madre perché il padre prima ha concesso l’autorizzazione a partire e poi l’ha revocata. È stato l’avvocato di parte civile Guglielmo Santella a informare i familiari dell’assassino sulle ultime volontà di Bruno Kapplani a cui, strano a dirsi, la legge riconosce ancora i diritti di patria potestà sui figli minorenni.

I due sono stati uccisi il 17 gennaio scorso nei pressi del parcheggio di un supermercato di Bazzano, a pochi passi dalla rotatoria per Paganica.

Freddati con spietatezza: uno pistolettata alla nuca di Orietta e poi un’altra al suo compagno che cercava di fuggire, il tutto con una calcolata lucidità. La stessa che ha usato per negare ai suoi figli di andare in Albania a salutare la mamma.