L’AQUILA – “Se il senso delle frasi intercettate tra la dottoressa Giovanna Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, rispetto i tempi i luoghi e le intenzioni, corrispondesse a quello dato dalla stampa, oltre che ripugnanti rappresenterebbero un profondo disonore ed un fallimento per le istituzioni. È inimmaginabile, per noi, pensare che uomini di Stato possano compiacersi nel raccontare circostanze che riguardano il terremoto dell’Aquila, come fosse un treatrino”.
Lo afferma in un comunicato Fabio Lauri, segretario generale provinciale dell’Aquila del Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia (Siulp).
Continua così la girandola di dichiarazioni sul caso dell’intercettazione tra l’ex prefetto dell’Aquila e il collega Gratteri nella quale la Iurato, poco dopo l’insediamento nel capoluogo d’Abruzzo appena distrutto dal sisma, ha ammesso di essersi falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani.
“Un fallimento per le istituzioni che hanno individuato nella dottoressa Iurato il rappresentante del Governo che avrebbe dovuto servire e aiutare una città martoriata,che lottava e lotta per la sopravvivenza”, scrive Lauri nella nota.
“Il Siulp – prosegue – si è trovato spesso a contestare pubblicamente l’operato dell’allora prefetto Iurato sotto il profilo politico, tecnico ed operativo riguardo alcune posizioni che influivano ed influiscono ancora oggi sulla sicurezza dei cittadini. Non vogliamo credere che il rappresentante del Governo mandato a L’Aquila, per servire e proteggere la cittadinanza, possa avere effettivamente pensato ciò che le parole intercettate lascerebbero intendere”.
“Ci aspettiamo chiarimenti e rettifiche da parte della Iurato rispetto gli articoli apparsi sulla stampa, perché da uomini delle Istituzioni, quali siamo, non potremmo mai accettare che i nostri vertici abbiano gravemente insultato dolore e le lacrime che segnano i visi degli aquilani”, conclude Lauri.






