L’AQUILA – Per presunte irregolarità una ventina di praticanti avvocati provenienti da tutto l’Abruzzo è stata esclusa dagli esami di abilitazione alla professione, previsti per la prossima metà di dicembre, dalla commissione esaminatrice nominata dal ministero della Giustizia.
Da quanto appreso da AbruzzoWeb da fonti pescaresi, in più casi è stata contestata la mancanza di documenti di identità e certificati di laurea allegati nella domanda presentata all’ufficio esami della Corte d’Appello dell’Aquila.
Mercoledì prossimo gli esclusi dovrebbero presentare ricorso al Tar Abruzzo, attraverso il quale chiederanno l’ammissione agli esami in via provvisoria e con riserva qualora la Commissione, in via di autotutela, non riveda questa decisione.
Per gli iscritti al registro dei praticanti avvocati ci si troverebbe di fronte a presunte irregolarità assolutamente sanabili e che non possono comunque precludere la partecipazione all’esame.
In particolare, i praticanti lamentano richieste considerate “non necessarie” come la copia del titolo accademico, in questo caso la laurea in Giurisprudenza, al posto della quale invece basta una certificazione sostitutiva come previsto dal dpr 445/2000, e del documento di riconoscimento che, stando a quanto riportato dagli stessi esclusi, è stato presentato di persona al momento della consegna della documentazione agli uffici.
La domanda di ammissione agli esami può essere presentata in due modi: via posta o a mano.
In questo secondo caso, il pubblico ufficiale che la riceve deve accertare l’identità del richiedente. Con la pratica accettata e protocollata, appare ovvio che l’identità del richiedente sia stata già accertata senza tener conto che il possesso della laurea viene accertato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati il quale, poi, deve rilasciare il certificato di ‘compiuta pratica’.
Nel caso, però, di una presunta irregolarità, o in assenza di una parte di documentazione necessaria, il funzionario pubblico deve darne notizia all’interessato, concedendogli il tempo per l’integrazione di cui si ritiene ci sia il bisogno.
A far pensare a un pastrocchio è la chiarezza del formato on line utilizzato per la domanda di ammissione agli esami. Nel formato Internet, infatti, è previsto l’inserimento dell’estremo del documento di riconoscimento e non si va avanti nella registrazione se non si compilano correttamente tutti i campi richiesti.
La stragrande maggioranza degli esclusi sostiene di aver consegnato il documento di riconoscimento e lamenta, quindi, una disfunzione del servizio.






