L’AQUILA – Nuova protesta di armatori e pescatori che questa mattina hanno bloccato il traffico in piazza Italia, sotto la sede di Provincia e Prefettura, attraversando in continuazione la strada per alcuni minuti. Al centro della manifestazione c’è sempre il mancato dragaggio del porto di Pescara anche se il ministero delle Infrastrutture ha promosso, tramite il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche, un bando per rimuovere duecentomila metri cubi, per un importo di circa 14 milioni di euro.
Le buste saranno aperte tra due giorni ma i lavori, dice chi protesta, non cominceranno prima della seconda metà di gennaio. Pescatori e armatori chiedono di ricevere degli indennizzi per tutto il periodo in cui rimarranno senza lavorare.
Sono bloccati dal mese di febbraio, perché il porto è chiuso (oltre che impraticabile) e il fermo a cui sono sottoposti scadrà il 3 dicembre, per chi la copertura economica è garantita fino ad allora. Nei giorni scorsi hanno allestito un gazebo sulla banchina nord che non intendono smantellare fino a quando non otterranno risposte, anche se riconoscono alle istituzioni ciò che è stato fatto fino a ora per loro e ringraziano chi si è adoperato in loro favore. Allo studio altre manifestazioni di protesta.
LA SOLIDARIETÀ DEL COSPA
“Cena di lavoro con l’associazione armatori nel proto canale di Pescara. Una sortita lampo, anzi in un battibaleno, il Cospa Abruzzo si è recato nel presidio degli armatori nel porto canale di Pescara a sostegno dei loro colleghi ministeriali”.
Lo riferisce il responsabile del Cospa Abruzzo, Dino Rossi.
“Abbiamo, portato mezzo abbacchio, le mozzarelle e il caciocavallo ‘dal ContaDino’, le patate di Avezzano e qualche liquorino fatto in casa. Oltre a questo abbiamo portato loro solidarietà e sostegno alla giusta battaglia che stanno conducendo, atto a salvare le loro attività e le loro famiglie”.
“Durante la cena, si è parlato del problema che fino a oggi non è stato ancora risolto, nonostante siano stati spesi 3 milioni di euro per il carotaggio e analisi. Tanti soldi per nulla, forse finiti nel fondo del fiume durante il carotaggio o forse nel fondo delle tasche di qualche altro ‘Batman’ (il riferimento è al consigliere regionale del Lazio Franco Fiorito, ndr)”.
“Questo non ci è dato sapere, ma quello che ci salta agli occhi è che tutti questi soldi spesi, dragaggio e analisi e contro analisi, sembra sia mirato a giustificare la nascita del nuovo porto per i pescherecci, così come riportato nel nuovo piano regolatore”.
“Tra l’altro, se oggi il fiume si trova in queste condizioni è dovuto ai tanti Batman del passato che si sono succeduti ai lavori nel porto canale, come il porto turistico e la diga di sbarramento, costruita per mettere in sicurezza il proto dalle mareggiate. Queste opere sono la causa del deposito dei detriti del fiume. Il progettista avrebbe dovuto prevedere che l’acqua del mare non rientrando nel alveolo del fiume, la foce non si sarebbe più ripulita dai detriti, causando gli accumuli, i quali ostacolano il transitare dei pescherecci nel porto canale”.
“Grandi menti pensanti, uguale grandi stronzate! Oggi ci ritroviamo con una politica latitante, supportata dai tanti ‘Batman’ di turno. Non si escludono manifestazioni congiunte con l’ausilio di qualche somarello da incoronare in onore degli amministratori locali e nazionali”.





