CHIETI – La Chieti che non demorde e continua la battaglia per l’autonomia della Provincia adesso ha anche la sua colonna sonora.

Si tratta di una canzone riadattata dalla celebre “Bella Ciao”. Non sappiamo se piacerà al sindaco Umberto Di Primio, per storia politica e personale molto lontano da questo tipo di cultura, ma certamente la canzone si adatta bene alla vicenda, perché quella che Chieti sta portando avanti per non perdere lo status di capoluogo di provincia è davvero una “resistenza”.

La colonna sonora della “resistenza teatina” è stata ideata dopo l’affollata assemblea pubblica di martedì scorso al Supercinema. Il riadattamento del testo è a cura del giornalista teatino Mario D’Alessandro.

“La canzone – spiega un altro dei suoi sostenitori, il giornalista Luciano Pellegrini – può essere ulteriormente aggiornata ed adeguata. È comunque un simbolo di questa battaglia”.

“Non vorremmo che – ha continuato Pellegrini citando un altro protagonista della protesta cittadina – come ha detto Paolo Ciammaichella, Chieti, dopo essersi salvata dall’occupazione tedesca e dai bombardamenti alleati con la dichiarazione di ‘città aperta’, venga privata della sua identità storica da un governo tecnico che non conosce né storia, né geografia, che pensa che l’Italia sia soltanto economia. Ma se tutto è economia l’economia non è tutto”.

Tornando alla canzone, il titolo è scontato: “Chieti Ciao”, al posto di “Bella Ciao”.
Questi, invece, sono i versi: “Una mattina ci siam svegliati, O Chieti, ciao! Chieti, ciao! Chieti, ciao, ciao, ciao! Una mattina ci siam svegliati ed è arrivato il “professor”.

Con un decreto ci butta via, O Chieti, ciao! Chieti, ciao! Chieti, ciao, ciao, ciao!
Con un decreto ci butta via. E ci vuole far morir.

E se io muoio da pescarese, O Chieti, ciao! Chieti, ciao! Chieti, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da pescarese, qui mi voglio seppellir.

Mi seppellirai laggiù a Sant’Anna, O Chieti, ciao! Chieti, ciao! Chieti, ciao, ciao, ciao!
Mi seppellirai laggiù a Sant’Anna, sotto l’ombra di un bel fior.

Tutti quelli che passeranno O Chieti, ciao! Chieti, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Tutti quelli che passeranno potran dire «Che bel fior!».

È questo il fiore del teatino, O Chieti, ciao! Chieti, ciao! Chieti, ciao, ciao, ciao!
È questo il fiore del teatino, Che vuol la sua identità!” (ar.ia.)