PESCARA – Si conosceranno nel pomeriggio i primi risultati dell’autopsia su Nicola Bucco, il 53enne ucciso con tre coltellate ieri pomeriggio nella sua abitazione, in una via del centro di Pescara.

Dal riscontro del medico legale, Cristian D’Ovidio, non dovrebbero però emergere novità clamorose: a uccidere Bucco, infatti, verosimilmente tra le 14 e le 16, sarebbe stata una delle tre coltellate inferte, quella alla gola, che gli avrebbe reciso la carotide.

Intanto le indagini proseguono. In queste ore gli inquirenti stanno ascoltando parenti e amici della vittima. Tra le varie piste si valuta anche quella della vendetta privata: la polizia sta vagliando le implicazioni di quanto raccontato la scorsa notte da un amico di Bucco circa una somma di poche centinaia di euro ricevuta e, forse, non restituita. Quella di un’eventuale vendetta, infatti, potrebbe essere una ipotesi da non scartare.

Gli agenti della Polizia Scientifica della Questura di Pescara hanno continuato ad analizzare i reperti all’interno dell’appartamento di via Leopardi. Martedì prossimo arriveranno invece a Pescara gli uomini del Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Ancona che, con l’ausilio del ‘crime scope’ individueranno e analizzeranno tracce biologiche ed eventuali altre tracce di sangue presenti nell’appartamento.

Gli esperti marchigiani lavorarono sei mesi fa a Pescara nell’ambito degli accertamenti per l’omicidio del tifosi biancazzurro Domenico Rigante.