L’AQUILA – Il Punto, periodico locale aquilano di attualità, ha festeggiato i suoi dieci anni di vita invitando la città a riflettere sulla sentenza del processo alla commissione Grandi rischi e su come la condanna agli esperti sia stata travisata dalla stampa nazionale ed estera.

All’incontro organizzato dalla testata di Paganica, popolosa frazione del capoluogo, hanno preso parte Luana Masciovecchio e Deborah Palmerini, le due fondatrici del mensile, la cronista Daniela Braccani di TvUno, Errico Centofanti, scrittore e giornalista aquilano, l’ex consigliere comunale Goffredo Palmerini e l’assessore alla Cultura Stefania Pezzopane.

Assente Danila Bonito, giornalista di Raiuno. “Prima ha ricevuto l’autorizzazione dalla Rai – ha spiegato su questo aspetto la Masciovecchio – poi è stata sollecitata a non partecipare, a meno che fossero assenti i politici. Alla fine ha avuto il permesso ma ha dovuto comunque rinunciare per una accidentale lacerazione della cornea”.

“Il punto è nato perché avevamo l’esigenza di conoscere – ha detto la Palmerini – e gli eventi delle ultime settimane ci inducono ad ampliare i nostri orizzonti poiché riguardano la sentenza del giudice Marco Billi: i grandi giornali, la politica, il mondo scientifico, hanno veicolato una verità distorta”.

Di “opera della mistificazione della realtà avvenuta dopo il terremoto” ha parlato anche Centofanti. “Abbiamo vissuto questa prima esperienza con il dopo terremoto, secondo cui siamo stati graziati da una manna celeste – ha detto amaramente – Ora ne arriva una nuova, secondo cui i giudici e tutta la cittadinanza aquilana si sono scagliati contro poveri scienziati per non essere riusciti a prevedere il terremoto”.

“Sappiamo tutti che la prevedibilità dei terremoti non è ancora possibile – ha ribadito – però quello che sappiamo essere possibile è la prevenzione dei danni. Non costruire dove non è edificabile, costruire in maniera rigorosamente antisismica. C’è una prevenzione che compete alle amministrazione pubbliche, che è quella di mettere in guardia le popolazioni interessate riguardo il rischio di eventuali eventi sismici”.

“Non scordiamoci che il compito della commissione Grandi rischi dovrebbe essere quello di educare la popolazione al rischio, sismico nel caso dell’Aquila, per comportarsi in maniera tale da salvaguardare la propria vita – ha aggiunto ancora lo scrittore – Il sistema dovrebbe insegnare ai cittadini a tutelarsi, prima di essere pronto ad affrontare una tragedia enorme per il nostro Paese come lo è stata quella del 6 aprile 2009”.

La giornalista Braccani ha raccontato la sua personale esperienza di quando curò per la sua testata il servizio sulla riunione Cgr del 31 marzo 2009 all’Aquila presso palazzo Silone. “Io stessa, di fronte a un così forte parere positivo e rassicurante dei luminari italiani della sismologia – ha ricordato – per prima cosa chiamai mia madre, per tranquillizzarla e dirle, assolutamente, di rimanere a casa qualora sentisse altre scosse”.

Quanto alla Pezzopane, si è schierata dalla parte della magistratura come già subito dopo la condanna. “Penso che abbiano dato una sentenza equa. Ritengo che uno scienziato dovrebbe sentirsi onorato nel sapere di non far parte di una casta di intoccabili che non può essere intaccata se sbaglia”, ha affermato.

Anche Goffredo Palmerini ha lodato il giudice Billi per aver operato “con la austerità che si richiede a un magistrato di alto livello e in tempi brevi”, e ha definito l’informazione sulla vicenda come “una semina di distrazione e contaminazione per il prossimo Appello”.

“Non va comunque tralasciato, in questo grottesco scenario fatto di menzogne luttuose e diffamatorie per la città dell’Aquila – ha aggiunto – il ruolo giocato dai vari legislatori del territorio abruzzese, che hanno permesso nel tempo, tramite norme e emendamenti in materia di costruzioni, che si edificasse seguendo criteri molto più blandi rispetto a quelli richiesti dall’elevato rischio sismico della regione”.

Oltre alle cattive abitudini dell’edilizia, caratterizzata in Italia dall’ampio utilizzo di materiali pesanti e non sostenibili, come il cemento armato. A sottolineare i due aspetti sono stati Mauro Fattore, assessore provinciale alle Politiche scolastiche, e Walter Di Carlo, critico aquilano.

La volontà riconfermata dai colleghi di Il punto è quella di continuare a seguire attivamente gli eventi successivi alla condanna della Grandi rischi, a partire dal ricorso in Appello.

“Ci sono mezzi potenti dietro l’organizzazione della riunione della commissione, dietro l’arrivo in massa di mezzi pesanti solo 3 ore e mezza dopo il sisma, dietro l’organizzazione della travisata macchina mediatica messa in moto. Rifletteteci, perché non è finita qui”.

Questa la misteriosa conclusione di Centofanti che evoca un refrain che è girato spesso e ancora gira per L’Aquila: forse qualcuno sapeva.

LE INTERVISTE


MASCIOVECCHIO: ”IL PUNTO SCRIVE I FATTI IN MODO TRASPARENTE”

Come è nato Il Punto?

L’idea è nata in un momento politico e sociale in cui, nella piccola realtà di Paganica, venivano travisate fortemente le vicende politiche e sociali correnti dai mezzi di comunicazione regionali più diffusi. Così io e Deborah abbiamo deciso di riportare in maniera chiara e trasparente agli avvenimenti paganichesi, al fine di informare correttamente i nostri concittadini. All’inizio a condividere il progetto eravamo in dieci, poi siamo rimaste solo noi due. Il primo numero l’abbiamo realizzato da sole, è stato molto impegnativo! Dal secondo numero in poi avevamo già tutte le carte in regola per prendere piede a tutti gli effetti.

Come fate a trovare il budget?

Ci autofinanziamo, dalla stampa alla diffusione cartacea del giornale. di quest’ultima ci occupiamo personalmente io e debora, che due sere al mese ci vediamo per distribuirli nelle varie cassette delle lettere di paganica. due madri di famiglia con molto spirito d’iniziativa!

D. PALMERINI: ”PUBBLICHIAMO TUTTO, ANCHE LE CRITICHE”

Qual è lo spirito con cui si muove questo giornale?

Proprio per la volontà di rimanere assolutamente fedeli alla realtà, abbiamo sempre dato spazio a tutti, accettando e pubblicando anche critiche nei nostri confronti, quando ci sono state. Non ci siamo mai voluti auto-censurare al fine di “vendere” di più, ricordo che il giornale è gratuito, come invece fanno altri. Comunque siamo un periodico mensile che si occupa prevalentemente di questioni che riguardano la nostra piccola realtà territoriale, dare modo alle persone di conoscere e riflettere su ciò che le riguarda più da vicino è importante. il chiacchericcio non ci interessa.

A quanto la prossima uscita?

Il prossimo numero uscirà verso il 22 novembre, più o meno!

Tornerete a organizzare eventi per parlare del processo Grandi rischi?

Dopo oggi penso proprio di sì. C’è stata molta partecipazione e si sono affrontati temi importantissimi per il nostro territorio. Magari riproporremo un dibattito dopo le motivazioni, che ufficialmente dovrebbero uscire entro il 20 gennaio, ma ufficiosamente pare che saranno già pronte verso metà dicembre.