GIULIANOVA – Nel nuovo ordine del giorno di venerdì prossimo il Consiglio comunale di Giulianova (Teramo) ha voluto inserire al primo punto la discussione sulla delicata vicenda dello stabilimento balneare “Unica Beach”, che nei mesi scorsi è stato al centro di vive e accese polemiche e proteste cittadine.

Motivo? La spiaggia della struttura è un’accogliente oasi per gli amici a quattro zampe. Ma a ‘qualcuno’ questa storia non va giù.

Molto prudente ma chiara e coraggiosa la posizione del primo cittadino di Giulianova Francesco Mastromauro, che sottolinea (così come riferisce il quotidiano Il Messaggero) l’importanza di un confronto politico in aula “con animo più pacato – ha dichiarato il sindaco – e con la possibilità di esaminare senza irrigidimenti questa nuova e ritengo qualificante esperienza”.

“Unica Beach – ha precisato – ha infatti reso Giulianova un riferimento importante non solo nel contesto abruzzese ma addirittura nazionale, con positive ricadute turistiche”.

Ovviamente queste dichiarazioni hanno trovato largo sostegno da parte di molteplici associazioni animaliste e particolare l’attenzione riservata dalla Gazzetta di Torino e da diversi siti stampa specializzati.

Insomma, bisogna farsene una ragione: il cane è diventato a tutti gli effetti un membro familiare. E non è più concepibile in un paese civile continuare a fare pretestuoso ostruzionismo.

Che le regole di una sicura e sana convivenza civile debbano essere rispettate questo è fuori di dubbio. Ma questo vale anche per gli umani, spesso più aggressivi e molesti degli stessi cani.

Un sondaggio di TripAdvisor, un sito di recensioni di viaggi molto seguito, ci informa che arriva al 40 per cento il numero delle famiglie italiane che indicano come priorità per le proprie vacanze spiagge accessibili agli animali domestici.

Lo dimostra che lo stabilimento Unica Beach ha accolto oltre il doppio delle presenze turistiche, da quando si è scelto di accogliere i quattrozampe.

Un ottimo risultato per Giulianova, un esempio per l’Abruzzo, non c’è che dire. Ma anche tristemente una mosca bianca. Con tutto il rispetto per le nere, si capisce. (e.c.)