L’AQUILA – “La scuola sta facendo molto, ma non può innescare un percorso di rinascita senza la collaborazione di tutti gli enti e le istituzioni”.

Non potevano mancare i temi del terremoto e della ricostruzione nelle parole del nuovo direttore del’Ufficio scolastico regionale, Ernesto Pellecchia, che questa mattina ha tenuto la prima conferenza stampa ufficiale dalla sua nomina.

Un ruolo delicato in una situazione caratterizzata dai tagli a livello nazionale, oltre ai problemi legati al sisma che investono il settore scolastico dei comuni del ‘cratere’.

“Il nostro obiettivo era fare del nostro meglio con ciò che avevamo – ha spiegato il direttore, che in passato ha prestato servizio presso l’Ufficio scolastico della Toscana – abbiamo dovuto fare i conti con un ritardo nelle procedure che ci ha costretti a lavorare in modo incessante e a sistemare le nomine nell’arco di 10 giorni”.

Per quanto riguarda i docenti, sono 480 le nomine in ruolo fatte a livello regionale per il nuovo anno scolastico. Una flessione si registra per il personale Ata (sono 105 in meno rispetto allo scorso anno le nomine) e per il personale docente supplente, passato dai 1.110 dello scorso anno a 1.084 (-26).

Buone notizie invece per il sostegno: in aggiunta alla quota decisa dal ministero, il direttore regionale Pellecchia ha autorizzato 337 posti in più.

C’è un po’ di confusione invece sui dati relativi al numero di alunni iscritti al nuovo anno nel comune dell’Aquila. Se negli ultimi giorni si parlava di una flessione importante, con circa 300 iscrizioni in meno (200 dei quali solo nelle scuole superiori), i dati presentati questa mattina vanno in controtendenza e parlano di 134 scolari in più.

La responsabile dell’Ufficio scolastico Rita Vitucci ha spiegato che i numeri portati oggi sono quelli dell’anagrafe scolastico a cui ogni istituto ha accesso. Per risolvere questo piccolo ‘giallo’, comunque, la stessa dirigente ha annunciato che predisporrà delle verifiche.

Si tratta infatti di un dato importante per stabilire se le famiglie aquilane sono rimaste o meno in città, o se la migrazione post terremoto, invece, non si è ancora interrotta.