L’AQUILA – “La riorganizzazione delle province non può limitarsi a guardare esclusivamente le competenze sempre più limitate degli enti stessi ma deve accettare la sfida di integrare i territori esaltando le specializzazioni di ciascuno di essi: la soluzione più giusta e strategicamente più convincente è quella che vede la regione suddivisa in due province accorpando L’Aquila con Teramo e Chieti con Pescara”.

Lo afferma il segretario regionale dell’Ugl, Piero Peretti.

“Tale soluzione – aggiunge Peretti – porterebbe alla nascita di due province omogenee con potenzialità e problematiche analoghe. Inoltre la nascita delle succitate province, oltre a garantire il potenziamento dell’area metropolitana Pescara-Chieti, porrebbe fine al deleterio dualismo tra aree costiere e aree montane”.

“L’area metropolitana Pescara-Chieti potrà diventare il trampolino di lancio nei confronti dei Balcani grazie anche all’aeroporto e al porto di Ortona. L’Aquila e Teramo, ben collegate da una importante arteria autostradale che in tempo ragionevole le congiunge a Roma, potranno valorizzare le loro vocazioni basate sulla ricerca scientifica, l’alta tecnologia, il turismo culturale e quello costiero”, sottolinea l’esponente sindacale.

“Le altre proposte di cui si parla in queste settimane appaiono del tutto inadeguate: quella che prevede l’accorpamento di Chieti-Pescara-Teramo è la più dannosa e deve essere evitata. Suddividere la regione in una provincia nettamente più forte sia demograficamente che economicamente e una provincia più povera cui verrebbero confinati tutti i problemi relativi alle zone interne e alla ricostruzione post-sisma, appare una soluzione che, anziché puntare al rilancio della regione, porterebbe alla fine dell’Abruzzo”.

“La proposta che prevede il territorio regionale diviso in tre province con l’accorpamento di Pescara con Teramo è una facile soluzione di ripiego che, oltre a non offrire qualsivoglia prospettiva strategica, sancirebbe la fine dell’area metropolitana Pescara-Chieti, che di fatto esiste – conclude Peretti – e farebbe comodo solo a coloro che non vogliono assumersi alcuna responsabilità decisionale”.