L’AQUILA – “Siamo di fronte ad un rischio concreto, che il sistema industriale salti per aria e con esso il sistema lavoro”. Sono queste le parole del segretario nazionale della Fiom- Cgil Maurizio Landini, pochi minuti prima di salire sul palco allestito per Emergency in Piazza Duomo.
“Senza un intervento collettivo pubbblico – ha spiegato il sindacalista – che rimetta al centro gli interessi e le scelte strategiche di un paese per creare lavoro, per ridistribuire ricchezza il rischio è che possano prevalere non gli interessi del paese ma delle imprese. La Fiat ad esempio, al di là degli annunci, non sta facendo investimenti. Tutto questo avviene nel silenzio della politica dei governi”.
Inascoltati sembrerebbero gli appelli del sindacato Fiom-Cgil al governo Monti, che “non considero tecnico ma politico – ha rimarcato Landini – e lo dimostra da scelte ben precise, ha operato di fatto degli tagli per rispondere alla Banca centrale europea. Non vedo l’ora che questo governo vada via – ha precisato – il sindacalista – e che i partiti tornino a discutere seriamente dei problemi che la gente ha e non tagliare lo stato sociale.
L’Aquila potrebbe rappresentare in tal senso un palco importante per lanciare questo allarme, un punto di partenza con cui fare i conti”.
“Continuo a sostenere Emergency anche per questo – ha concluso – perché si batte per cancellare la guerra vista come concezione di rapporti. E per rimettere al centro la persona, la democrazia. Questo messaggio ci invita seriamente a pensare più all’uomo, alle ragioni di interesse collettivo”. Erminio Cavalli





