TERAMO – “È impossibile, da come il governatore dell’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha impostato la campagna referendaria, spedendo a casa degli abruzzesi una lettera con l’invito a votare sì ed esponendosi in prima persona, non leggere il dato regionale come una bocciatura nei confronti dello stesso presidente della Giunta regionale e del suo operato”.
Così Etelwardo Sigismondi e Giandonato Morra, coordinatori regionali di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, commentano l’esito abruzzese del referendum costituzionale.
“Il 64,4% di no in Abruzzo, che ha posizionato la nostra regione tra quelle con la più alta percentuale di contrarietà alla riforma costituzionale, è sicuramente un sintomo di insofferenza nei confronti del Partito democratico che, peraltro, in Abruzzo ha personalizzato la campagna elettorale pensando, e ha pensato male, di avere ancora consenso sul territorio”, attaccano.
“Gli abruzzesi hanno invece saputo ben valutare le promesse che D’Alfonso ha seminato prima della campagna elettorale, comprendendo che si trattava di bufale pre-elettorali – proseguono Sigismondi e Morra – Ora D’Alfonso faccia le sue considerazioni tenendo conto del risultato elettorale e del malumore degli abruzzesi”.





