L’AQUILA – “Negli ultimi cinque giorni di questa lunghissima campagna referendaria, almeno per quanto ci riguarda, non bisogna fare altro che continuare a mobilitarsi, tutti: parlare con tutti, spiegare le tante ragioni perché questa riforma sia da bocciare e respingere con un No , consapevole e motivato. E non farlo a suon di slogan stanchi, ripetitivi e consunti. Semplicemente spiegando cosa dice quel testo di riforma”.
Così il comitato aquilano di Possibile, il movimento politico di Pippo Civati, risponde all’iniziativa del presidente della Regione Luciano D’Alfonso che ha convocato i sindaci abruzzesi invitandoli a “scatenarsi” per il Sì.
“Noi continueremo a spiegare che è una riforma pessima e scritta male; una riforma che non toglie il Senato ma la sua eleggibilità, non supera il bicameralismo, non semplifica né velocizza la formazione delle leggi, ma complica e rallenta, non taglia i costi se non in via residuale, non crea una Camera delle Regioni ma di consiglieri regionali e sindaci che non si sa come saranno individuati, indebolisce gli strumenti di democrazia diretta, stravolge il meccanismo parlamentare a tutto favore del governo, riaccentra i poteri allo Stato indebolendo e svuotando le autonomie locali, cambia i meccanismi di elezione degli organismi di garanzia e pure quello di dichiarazione di stato di guerra”.
“Ecco, come sin da gennaio questo faremo fino alla fine. Senza scatenarci – si legge in una nota – questo non è un party, ma un referendum; bensì mobilitandoci ancora, determinati, consapevoli e preparati. E avremmo preferito che il presidente di Regione ed i vari sindaci, che dovrebbero rappresentare per intero le proprie comunità di riferimento, non avessero fatto diventare le proprie cariche, cariche istituzionali, di parte”.
“Noi, caro presidente, voteremo No, mobiliteremo tutte le nostre energie parlando con tutti; ci faremo tanti piccoli comitati per il No, come dall’inizio, come da gennaio, spiegando, non approfittando del ruolo che hanno dato a lei e tutti gli amministratori sia cittadini che voteranno No che quelli che voteranno Si”.
“Voteremo No anche per sottolineare che tutti i cittadini hanno pari dignità, anche per una campagna referendaria; soprattutto per questa, sottolineando ancora una volta e ancora un altro aspetto del dettato della Costituzione vigente. Il cui testo è, in sintesi e raffrontato con quello della riforma, il motivo per il quale voteremo e faremo a tutti votare No”.





