L’AQUILA – “Secondo l’assessore regionale Marinella Sclocco mandare i propri figli all’asilo nido ormai è un lusso”.
Lo dicono il consigliere Enrico Perilli di Rifondazione comunista e Gamal Bouchaib, consigliere straniero del Comune dell’Aquila.
“Secondo l’atto d’indirizzo applicativo per l’attuazione omogenea e integrata del Dpcm 159/2013 nel territorio della regione Abruzzo ci sarà l’ingiusto e discriminato aumento della retta al massimo per chi ha oltre 36.000 annui di Isee – spiegano in una nota – cosa difficile da digerire per i genitori che hanno affidato i propri figli all’asilo pubblico e che invece si potrebbero ritrovare a pagare una retta salatissima che li costringerà a rivolgersi ad un asilo privato”.
“L’articolo 5 dell’atto d’indirizzo applicativo cita testualmente ‘Gli utenti al di sopra del valore Isee di 36mila euro partecipano interamente al costo del servizio o della prestazione’, in parole povere se il costo di un bambino è di mille euro si pagherà mille al mese per ogni bambino cioè il 100 per cento e senza pensare a chi di figli ne ha tre”.
“Con questa discriminazione – aggiungono Perilli e Bouchain – avremo asili pubblici per fasce meno abbienti e asili privati per ceti medi, una follia di una differenziazione forzata su un diritto elementare”.
I due consiglieri annunciano la presentazione di una mozione “per chiedere alla Regione e all’assessore al ramo di rivedere questa decisione che è un trattamento socialmente iniquo ed ingiusto. Ma serve una battaglia politica di tutti per un risultato della città”.
“Quali e quanti genitori (anche con un reddito di 36.000 euro Isee) pagherebbero ben mille euro al mese per mantenere i propri figli in un asilo nido comunale? Nessuno. Tanto vale optare per un asilo nido privato dove la retta può essere paradossalmente inferiore”.
Perilli e Bouchaib ritengono opportuno inserire un altro scaglione, perché considerano “ingiusto che chi ha un reddito di 36mila euro debba contribuire alle stesso modo di chi ce l’ha di 54mila e oltre”.






