CHIETI – Il Tar Lazio ha annullato la nomina a procuratore generale della Corte d’Appello dell’Aquila del magistrato Pietro Mennini, 66 anni ex procuratore capo di Chieti. I giudici Rosa Perna, Roberta Cicchese e Lucia Maria Brancarelli, hanno accolto il ricorso di Antonio La Rana, procuratore generale vicario a Campobasso, che ha concorso con Mennini alla poltrona più importante della giustizia inquirente abruzzese.

La mancanza di un requisito da parte del vincitore che non ha partecipato al corso per aspiranti dirigenti, tenuto a Firenze e previsto da una legge di dieci anni fa, è il movito della decisione assunta dai giudici amministrativi.

Legge superata da una nuova norma che consente al Consiglio superiore della magistratura di fare la nomina anche senza la frequenza di quel corso. Il 28 luglio 2015, il Csm ha infatti approvato il nuovo Testo Unico sulla dirigenza giudiziaria in cui si legge che “In via transitoria, per l’attribuzione degli incarichi direttivi di primo o di secondo grado, sia requirenti che giudicanti, pubblicati in prima dell’1 ottobre 2015, il Consiglio Superiore della Magistratura non tiene conto del prerequisito di cui all’articolo 26 bis”, ovvero il corso al centro della vicenda.

Ma La Rana, 59 anni con una lunga carriera, che invece ha seguito quella scuola per aspiranti Pg, difeso dall’avvocato Salvatore Di Pardo, è ricorso contro il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero della Giustizia e Mennini, che è assistito dall’avvocato Giulio Cerceo.

Al Tar Lazio, il Pg vicario del Molise ha chiesto di annullare sia il decreto di nomina di Mennini, firmato dal presidente Sergio Mattarella il 28 gennaio del 2016, sia la sua proposta di nomina fatta dalla V Commissione al Plenum del Csm.

Il concorso era stato bandito dal Csm il 30 giugno del 2015.

Si preannunciano nuovi ricorsi.