L’AQUILA – “Resto sconcertato, allibito, indignato da quanto sta accadendo in Consiglio regionale ormai da mesi. Siamo di fronte a una maggioranza che si è liquefatta, che non esiste più e che ci tiene in Aula per discutere del nulla. Non c’è nessun progetto di legge all’ordine del giorno mentre l’Abruzzo sta precipitando e qualcuno preferisce corriere dietro alle fantasie sui porti, ai project financing a Renzi o Delrio”.
E’ quanto ha dichiarato il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, Forza Italia nel corso del dibattito odierno.
“Ci sono decine di lavoratori dei centri di ricerca che da almeno 2 anni aspettano le retribuzioni – ha aggiunto Febbo – e solo dopo le mie urla il 9 agosto scorso eravamo riusciti ad approvare una variazione di bilancio per reperire i fondi necessari. La grande riforma di Luciano D’Alfonso però ha prodotto una condizione per la quale basta che un burocrate si tiri indietro e tutto si ferma, così La legge non si applica e i lavoratori non percepiscono lo stipendio: questo è l’Abruzzo “veloce” che avevano promesso in campagna elettorale. In prima commissione, da questa mattina, abbiamo lavorato per risolvere il problema ma alla richiesta di conoscere alcuni pareri i dirigenti competenti non possono scomodarsi e di conseguenza non sono in grado di fornirli. E quindi si rinvia tutto compreso il finanziamento della Cultura che doveva essere rivolto a febbraio 2016. Decine e decine di istituzioni e associazioni dal primo gennaio stanno andando avanti anticipando fondi senza sapere se e come la Regione interverrà. E anche per questo tutto rinviato a venerdì in Commissione e sabato in Consiglio sempre che i Direttori siano tornati dalla Leopolda. E’ una cosa vergognosa e per questo invito il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio, che è il primo responsabile di questa situazione, a prendere immediati provvedimenti: non esiste che i dirigenti, che guadagnano anche 300 mila euro all’anno, non siano presenti durante i lavori del Consiglio regionale. Oltretutto per coronare questo quadro sconvolgente – conclude Febbo – la maggioranza non è nemmeno in grado di garantire il numero legale per votare la richiesta di aggiornare la seduta dell’Assise regionale”.





