Sabato 15 settembre, a partire dalle ore 17, presso la sala consiliare del Comune di Notaresco, verrà presentato il volume All’ombra dell’albero d’oro. Notaresco e la gelsibachicoltura nell’Ottocento dello storico Sandro Galantini. Alla presentazione, introdotta dal sindaco di Notaresco e dall’assessore alla cultura Concetta Ettorre, relazioneranno il prof. Adelmo Marino, direttore dell’Istituto Abruzzese di Ricerche Storiche, e il prof. Franco Cercone dell’Università di Teramo. Alla presentazione farà seguito la mostra sulla bachicoltura allestita dalla associazione “Ars et Labor”. Il volume, con le sue pagine fitte di documenti archivistici inediti, dati, tabelle e di una cospicua bibliografia, è impreziosito di due rari saggi pubblicati in anastatica, proponendo all’attenzione un settore dell’economia abruzzese, e teramana in particolare, che ebbe un ruolo importante nel corso dell’Ottocento, ma sul quale poca attenzione ha sinora riservato la storiografia. Collegati alla trattura della seta, l’allevamento del baco e la coltivazione del gelso dopo gli splendori del Cinquecento subirono nel Settecento, a causa di miopi provvedimenti fiscali, una forte contrazione: furono allora le società patriottiche (sodalizi formati da autorevoli studiosi e dai “savants”, cioè gli agronomi), a porre in essere una serie di iniziative finalizzate al rilancio dell’attività serica e della gelsibachicoltura, diffondendo pratiche e tecniche innovative e ricorrendo ad incentivi riservati ai proprietari terrieri. L’attività delle Società Patriottiche proseguì per buona parte del secolo successivo, quando questi sodalizi vennero trasformati in Società Economiche. Particolarmente solerte quella di Teramo, che vantava nomi assai importanti, i Delfico, i Thaulero, i Quartapelle, Generoso Cornacchia: il meglio della cultura scientifica del tempo. Un ruolo importante ebbe la rivista “Il Gran Sasso d’Italia”, fondata dal notareschino Ignazio Rozzi nel 1838 e collegata alla Società Economica di Teramo. Ad un altro illustre figlio di Notaresco, Giuseppe Devincenzi si deve la prima introduzione in Abruzzo di uno stabilimento bacologico alla Darcet (basato cioè sull’innovativo sistema di ventilazione forzata), da lui fondato a Notaresco nel 1843, oltre alla messa a coltura di varietà esotiche di gelsi, allevate non ad alto fusto bensì nane, secondo un sistema che non aveva eguali e che sarebbe stato introdotto molto più tardi, intorno al 1850, nelle vicine Marche, territorio tradizionalmente all’avanguardia sotto il profilo colturale. Devincenzi avrebbe reso il Teramano il territorio più di ogni altro sensibile alle innovazioni nella gelsibachicoltura, lasciando una eredità cospicua. Un ruolo non di secondo piano l’ebbe anche Pio Mazzoni (originario di Notaresco), il primo in Abruzzo a diffondere (nel 1867, durante la pebrina, la terribile malattia del baco da seta) la conoscenza del sistema di riproduzione cellulare di Pasteur. Altro grande protagonista dell’industria bacologica è Pasquale Clemente, sindaco di Notaresco e fondatore, nel suo paese, di un’imponente bigattiera, tra le più moderne nel territorio regionale, che all’epoca dava lavoro a più di duecento operai. E’ dunque Notaresco, grazie a Rozzi, Devincenzi, Mazzoni, Romualdi e Clemente, la località che viene ad imporsi in questo comparto produttivo a metà tra la pluriattività rurale e la protoidustria, di cui Galantini, il primo studioso abruzzese ad essersi confrontato in maniera specifica con la gelsibachicoltura, traccia un’eccellente radiografia grazie a ricerche attente e assai impegnative. Impreziosiscono il volume dei cimeli bibliografici riprodotti in anastatica (per esempio la “Lettera sulla sericoltura” di Pio Mazzoni, volumetto sconosciuto alle biblioteche abruzzesi). Un lavoro, questo di Galantini, assai interessante e rigoroso, destinato ad aprire nuove prospettive di ricerca su un ambito trascurato dalla storiografia. Lodevole l’apporto dell’Amministrazione Comunale di Notaresco, che con grande sensibilità valorizza il proprio patrimonio culturale. (Sandro Galantini, “All’ombra dell’albero d’oro. Notaresco e la gelsibachicoltura nell’Ottocento”, Teramo, Ricerche&Redazioni, pp. 120, Euro 13).