L’AQUILA – Ospedali da realizzare ex novo o da ampliare ad opera dei privati con lo strumento del project financing: non c’è solo il nuovo policlinico di Chieti, si ragiona in termini sempre più concreti di percorrere questa strada, per ora, per il nuovo hub ospedaliero unico della provincia teramana, e per un nuovo polo riabilitativo a Popoli (Pescara).
Delle ipotesi se ne è parlato nel corso del tavolo di lavoro, convocato questa mattina a Pescara, dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, a cui hanno parteciapto i direttori generali delle quattro aziende sanitarie abruzzesi.
D’Alfonso ha chiesto esplicitamente una “fotografia” dell’intero patrimonio immobiliare delle Asl e dei costi disaggregati dei servizi ospedalieri “al fine di mettere a fuoco gli interventi di prossima attuazione e trasformarli in priorità da realizzare”.
Oggetto della riunione, si legge in una nota della Regione, però anche quella di dare “ulteriore impulso alle procedure di valutazione e verifica delle proposte di project-financing già in essere e di stimolare, al tempo stesso, altri portatori di interessi a presentare analoghe iniziative anche alla luce della particolare situazione che si vive a seguito del ripetersi di eventi sismici di una certa intensità”.
Insomma, in tempi di scarsità di risorse per investimenti a totale carico pubblico il modello per tutti dovrà essere quello del project financing già presentato da Maltauro spa, Finanza e Progetti spa e A.B.C. Nocivelli spa. per realizzare il nuovo policlinico di Chieti, che dovrà sostituire il vecchio ospedale Santissima Annunziata, che ha come evidenziato ad Abruzzoweb il direttore generale della Asl numero 2 Lanciano-Vasto-Chieti Pasquale Flacco, ha un inadeguato livello di sicurezza sismica, e dove i corpi C e F, con difetti costruttivi, stanno per essere svuotati.
La nuova mega struttura avrà 437 posti letto più 61 di day ospital, e prevede un investimento a carico del privato di 251 milioni. Una somma che la Regione dovrebbe restituire a rate per i prossimi 27 anni al gestore che affronterà la spesa, e che dovrà, comunque, vincere un bando di evidenza pubblica. Il gestore potrà poi far profitti con l’affidamento di servizi e strutture. La proposta è stata fortemente osteggiata in Consiglio regionale dall’opposizione di centro destra e del Movimento 5 stelle.
Già da luglio si era ragionato concretamente sull’utilizzo del partenariato pubblico-privato per la proposta di riqualificazione dell’intera rete ospedaliera prevede la costruzione di nuovi ospedali a Vasto e Lanciano (Chieti), Avezzano e Sulmona (L’Aquila), Giulianova (Teramo), oltre alla ristrutturazione di quello di Penne (Pescara). Ogni nosocomio comporterà un investimento tra gli 85 e i 105 milioni di euro.
Ed oggi il manager della Asl di Teramo, Roberto Fagnano, ha accennato al progetto elaborato dalla sua direzione relativo alla realizzazione di un hub ospedaliero nella provincia teramana il cui costo si aggira sui 250 milioni euro.
“Si darebbe vita – ha spiegato Fagnano – ad un centro di eccellenza ad alta specializzazione che potrebbe beneficiare di economie legate alla riorganizzazione delle rete ospedaliera”.
Del resto realizzare un ospedale unico per tutta la provincia di Teramo, lasciando fuori dal progetto Sant’Omero, è divenuto il chiodo fisso di Fagnano, che sostiene che in questo modo si risparmieranno decine e decine di milioni di euro l’anno. In questa strategia gli ospedali di Teramo Atri e Giulianova verrebbero dismessi o riconvertiti in strutture semi-residenziali.
Il direttore generale della Asl di Pescara, Armando Mancini, ha, invece, prospettato la necessità di realizzare un nuovo polo riabilitativo nel presidio ospedaliero di Popoli.
Entrambi questi progetti sono stati condivisi dal tavolo di lavoro e potranno fungere da stimolo anche nei confronti di società private interessate ad investimenti nella sanità pubblica abruzzese.
Il presidente D’Alfonso ha, inoltre, sollecitato la direzione generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, a “progettualizzare” ed a “cantierare” i 5 milioni di euro già disponibili e destinati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri alla messa in sicurezza del corpo C dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, nella certezza che un ulteriore finanziamento di 5 milioni di euro, sempre da parte del Governo, venga reso disponibile nel breve periodo.






