L’AQUILA – “La trafila finalmente dopo anni si è conclusa e i debiti con il Credito sportivo sono stati spalmati sulle restanti rate che dovremo pagare”.

Sandra Giordani presidente della società Cooperativa Verdeaqua Smile Onlus che gestisce gli impianti sportivi di Verdeaqua dell’Aquila dice la sua, dopo le polemiche relative alla convenzione rinnovata dall’amministrazione fino al 2037 che avrebbe tagliato fuori altre società senza la possibilità di una gara a evidenza pubblica. 

“C’era già una delibera che stabiliva il rinnovo della convezione e si trattava solamente di tradurla in un atto amministrativo, in un contratto – spiega – Non si è fatto nulla di più”.

“Tutto in regola”, spiega la Giordani, anche per la ratifica della rimodulazione del mutuo contratto con il credito sportivo per provvedere ai lavori di manutenzione straordinaria e ampliamento delle struttura, con la realizzazione di una piscina per bambini e della palestra. 

Si tratta della fideiussione con la quale il Comune, proprietario degli impianti, ha garantito nel 2003 un prestito di 2,2 milioni euro alla società da parte dell’Istituto di credito sportivo per consentire i lavori.

La società, che ha 67 dipendenti, versa a oggi 140 mila euro di rata annuale al credito sportivo e 15 mila euro di canone al Comune.

“Era impossibile sostenere 180 mila euro di rata annuale dopo il terremoto – aggiunge – Allora nel 2012 comunicammo al credito sportivo di volerla ridurre: il credito accettò la proposta e lo comunicò al Comune che a sua volta accettò la rimodulazione. Tuttavia l’assessore Giangiuliani precisò che bisognava aspettare i tempi necessari per poter impegnare questa nuova forma di fideiussione una volta approvato il bilancio. Tutto questo è stato fatto solo lo scorso luglio”. 

Facendo un passo indietro sull’avvio del project financing per rinnovare gli impianti, la Giordani racconta che “fu una pratica molto travagliata. Ci trovammo costretti a farlo, in quanto gli impianti erano stati chiusi per parecchio tempo e necessitavano di interventi importanti a carico del Comune, inoltre i dipendenti erano senza stipendio da parecchio tempo. Presentammo così il progetto al Coni e all’ Istituto di credito sportivo, sulla base della disposizioni di una normativa nazionale che prevedevano tra i requisiti che la proprietà fosse pubblica e che il Comune garantisse il prestito”.

Sui presunti debiti che la società avrebbe con il Comune la presidente precisa: “Non esistono. I canoni non pagati sono stati azzerati con tutte le spese che avevamo fatto nel corso degli anni per gli interventi sulla struttura. I debiti ci sono stati con il credito sportivo perché fino alla ratifica ufficiale del ridimensionamento della rata arrivata solo a luglio, abbiamo pagato 140 mila euro annui per un accordo tra Comune e Credito sportivo, ma restavano fuori 40 mila perché la rata iniziale era di 180. Questi debiti accumulati sono ora spalmati sulle rate che restano da pagare”. 

In relazione ritardo del Comune nel rinnovo della convenzione, la Giordani sottolinea: “E’ stato un lavoro molto complesso e burocraticamente molto lungo. Siamo contenti che finalmente si sia risolto. Attendevamo dal 2012”. 

La società gestisce gli impianti sportivi e una casa di riposo a Castel Del Monte, si occupa anche dell’inserimento dei ragazzi disabili nel mondo del lavoro.

“Non è stato semplice gestire tutto in questi anni, ma l’ho fatto sempre gratuitamente e con profonda dedizione e amore verso i nostri ragazzi – conclude la Giordani – Ci occupiamo di inserimento lavorativo di ragazzi disabili che una volta usciti dalla scuola dell’obbligo  lavorano all’interno della nostra struttura seguiti dai nostri dipendenti. I ragazzi fanno attività semplici di segretaria o anche piccoli interventi di manutenzione come il taglio del prato e piano piano entrano nel mondo lavorativo”.