L’AQUILA – C’erano decine di persone, prima della sentenza a manifestare, e dopo, a esultare, fuori dal tribunale dell’Aquila, allora nel nucleo industriale di Bazzano, il 22 ottobre 2012, quando il giudice di primo grado Marco Billi condannò a 6 anni di carcere gli scienziati della commissione Grandi rischi per aver rassicurato gli aquilani prima del terremoto, causandone la morte.

Quattro anni dopo, oggi, non c’era rimasto quasi più nessuno, nel tribunale nel frattempo riparato in via XX settembre, a sentire il giudice Giuseppe Grieco assolvere Guido Bertolaso dall’accusa di essere stato il mandante di quella riunione.

In aula, in verità, c’erano solo gli “irriducibili”, quelli interessati in prima persona a un processo satellite che, a causa della scrematura operata dalle nuove indagini della procura generale, ha avuto molte meno parti civili del dibattimento principale: Vincenzo Vittorini con la famiglia, Maurizio Cora in mattinata, Antonietta Centofanti, qualche curioso e pochi altri.

Sintomo di una città che si è stancata, o forse si è arresa, o forse, come ha detto Federico Vittorini, figlio di Vincenzo, che ha perso la mamma e la sorella, si sente “presa per i fondelli dalla giustizia” e non ci crede più.

Sono lontani i tempi di quando, il 10 novembre 2014, dopo la sentenza d’Appello che ha capovolto il mondo, assolvendo gli scienziati e condannando il solo ex vice della Protezione civile, verdetto confermato in pieno dalla Cassazione, gli aquilani sono scesi in piazza, manifestando il loro dissenso.

Ci sono stati non uno ma due cortei contro la sentenza di secondo grado: manifestazioni di genesi e sfumatura politica diversa, l’una nata su Facebook, l’altra organizzata da familiari delle vittime e comitati spontanei, entrambe con migliaia di partecipanti.

Oggi non c’erano né gli uni né gli altri, il popolo della rete e quello delle carriole, o quel che ne resta, a dire la loro su un processo che, invece, per chi ha perso qualcuno nel sisma aveva e ancora ha un significato decisivo, perché l’accusa che sostenevano le parti civili era che di quella riunione che per loro rassicurò e causò vittime Guido Bertolaso fosse il mandante.

Dov’è la città, ci si è chiesto. La città è stanca, la città è stufa. Forse la città pensa ormai solo al suo orticello, alla ricostruzione. Forse la città è solo rassegnata.