L’AQUILA – “Nessun ritardo, ma tutto secondo le tempistiche: il prossimo Consiglio dei ministri utile, anche quello di giovedi prossimo, essendo decorsi i 45 giorni dalla delibera di giunta del 26 luglio, potrà approvare la delibera di cessazione dello stato di commissariamento della sanità abruzzese”.
A confermarlo è l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, che annuncia come prioritario a seguito della fine del commissariamento l’abbassamento del carico fiscale, aumentato proprio d’imperio per ridurre il deficit sanitario. In Abruzzo infatti l’addizionale regionale Irpef è all’1,73 per cento invece dell’1,23 per cento delle regioni non commissariate per i deficit dei conti della sanità.
Passaggio propedeutico all’attesa delibera del consiglio dei ministri sarà il parere del 26 luglio da parte della Conferenza Stato Regioni convocato giovedi 15 settembre alle ore 15 a Roma , in via della Stamperia a Roma, sulla delibera di giunta regionale del 26 luglio, con cui è stata adottato il Piano di riqualificazione del Sistema Sanitario Abruzzese 2016-2018, già approvato con Decreto Commissariale 55 del 10 giugno, il primo adempimento della prevista procedura che porterà all’uscita dal commissariamento del sistema sanitario abruzzese.
A quel punto il Consiglio dei ministri, in teoria anche il giorno stesso, potrà decretare la fine del commissariamento. L’atteso epilogo di un percorso cominciato nel marzo 2007, a partire da 4 miliardi di euro di debito, e passato da tre Giunte regionali, due di centrosinistra (Del Turco e D’Alfonso) e una in mezzo di centrodestra (Chiodi), infinite polemiche e inchieste giudiziarie anche clamorose.
“La conseguenza – spiega Paolucci – sarà la riconquista dell’ente Regione di ampi margini di autonomia sulla programmazione sanitaria. E la priorità per noi è la possibilità di abbassare la tassazione, tenuto conto che non è stata toccata al rialzo in questi due anni, ma non sarà una sfida banale, ricordiamo infatti che i trasferimenti dello Stato per la spesa sanitaria a livello regionale sono diminuiti, e dovrà essere necessario ovviamente quadrare comunque i conti”.
Una cosa è certa, aggiunge Paolucci, con l’uscita dal commissariamento “si alzerà l’asticella della sfida, ognuno in consiglio regionale dovrà tener conto di un carico di responsabilità maggiore, non si potranno più delegare le scelte anche difficili in materia sanitaria ad un commissario”.
Infine Paolucci replica all’opposizione che continua a chiedere che venga rispettato l’ordine del giorno sulla sanità approvato a luglio in cui la maggioranza di centrosinistra è andata sotto, e che chiedeva di ritirare e modificare profondamente il Piano di riqualificazione del sistema sanitario abruzzese 2016-2018.
” Diciamolo chiaramente – sbotta Paolucci – di ordini del giorno se fanno tanti, dal parlamento nazionale a quelli regionali, ma non c’è affatto il vincolo per l’esecutivo di rispettarli. Noi ci assumiamo la responsabilità di andare avanti e la verità è che se fosse stato per le opposizioni non saremmo mai usciti dal commissariamento, hanno solo fatto bagarre e demagogia, rischiando di farci perdere credibilità”.




