L’AQUILA – Un primo, iniziale, “no comment” sull’ipotesi di futuribile candidatura alla presidenza della Regione, “è uno scenario disegnato da voi e non mi pronuncio”.

Ma poi Luciano D’Amico, rettore dell’Università di Teramo e presidente della società pubblica di trasporti Tua, si sbilancia un po’.

Ribadisce la stima e la devozione per il suo omonimo, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e senza affermarlo direttamente, ammette che sì, qualora da lui chiamato in causa, prenderebbe in considerazione l’ipotesi svelata da AbruzzoWeb: quella di succedere all’attuale governatore per consentirgli di candidarsi al Parlamento e, auspicabilmente, a un posto di ministro.

Una prospettiva che lascerebbe al palo le ambizioni di candidatura sia dell’attuale vice presidente, Giovanni Lolli, che dell’ex sottosegretario alla Presidenza, Camillo D’Alessandro.

“La mia stima verso il presidente è massima, lo confermo, sia umana che professionale – dice D’Amico – Ma questi scenari sono talmente lontani e le cose da fare non mi mancano di certo, che è inutile stare a parlarne”.

Chiamato a esprimersi sulla sua personale preferenza per un D’Alfonso abruzzese o “romano”, il prof dice che “la mia stima è tale che in qualsiasi ruolo lui costituirebbe un’ottima opportunità, per gli abruzzesi ma anche per gli italiani, e otterrebbe risultati eccellenti tanto da ministro quanto continuando a fare il presidente, come li sta ottenendo ora”.

Sul suo possibile, futuro approdo in politica, il professore ci va piano, ma non lo esclude, anzi.

“Finora non mi sono mai impegnato, sarebbe un pianeta da scoprire, sarebbe un mondo molto lontano da quello a cui sono abituato a fare riferimento”, evidenzia.

L’obiezione è che per un rettore anche guidare un’azienda di trasporti, ossia quello che fa ora in tandem con l’attività accademica, è un mondo lontano.

“È vero, ma nel caso di Tua si trattava di risanare un’azienda – evidenzia – Io sono aziendalista e non è la prima volta che me ne occupo, è un compito molto più vicino a me di tipo manageriale e imprenditoriale”.

A domanda secca, per tirare le somme, il prof non si tira indietro. “Se mi chiedesse D’Alfonso di scendere in campo? Le richieste del governatore sono sempre assolutamente condisivibili, ma per ora non ne abbiamo mai discusso”, conclude.