L’AQUILA – “Il Comune ha pagato e paga il consumo di gas anche degli alloggi vuoti dei Progetti Case con i soldi dei contribuenti, costituendo un danno erariale di circa 300 mila euro l’anno”.
L’avvocato aquilano Fausto Corti, già legale di molti cittadini che hanno deciso di fare ricorso contro il Comune per i maxi conguagli delle bollette che stanno arrivando in questi giorni, riprende l’amministrazione sulle “ingenti spese che stanno gravando su tutti i cittadini”.
“Nella delibera di Giunta 172 del 12/5/2015 si legge che il Comune inserirà nel calcolo dei metri quadrati anche le superfici di appartamenti non occupati – spiega – Questo significa che il calcolo e il consumo a metro quadrato ricadono per lo stesso importo sia su chi il consumo lo sta compiendo, sia sul Comune, che paga gli alloggi vuoti, quindi sulla collettività”.
Secondo Corti, gli appartamenti vuoti potrebbero essere circa il 10 per cento del totale, “di conseguenza, se si spendono 3 milioni all’anno di gas, vuole dire che 300 mila euro vengono pagati dalla collettività. Il danno erariale deriva dal fatto che una quota di quei 3 milioni se la sta accollando il Comune”.
Intanto gli inquilini del Progetto case si preparano a presentare i ricorsi contro i conguagli calcolati, secondo loro, “in modo errato in base ai metri quadrati e non in base ai consumi” e si riuniranno il 23 agosto alla tenda amica di Bazzano per raccogliere le ultime procure.
L’avvocato specifica inoltre che l’amministrazione “sta violando la legge due volte: in primo luogo non applicando la norma che da aprile prevede il pagamento delle bollette sulla base dei reali consumi, in secondo luogo facendo a pagare a tutti i cittadini le bollette ripartite tra tutti gli alloggi, compresi quelli vuoti da anni, trasferendo illegalmente una parte di questi consumi alla collettività”. (m.gal.)






