PESCARA – Prima udienza, davanti al tribunale collegiale di Pescara, del processo La City, che vede imputate 12 persone, accusate a vario titolo di abuso d’ufficio e abuso edilizio, in relazione alla realizzazione della nuova sede della Regione Abruzzo che sarebbe dovuta sorgere in via Tiburtina.
Il collegio, presieduto dal giudice Anna Fortieri, ha proceduto all’ammissione delle prove, dopo avere respinto alcune eccezioni preliminari: la difesa di Pepe aveva chiesto la nullità del decreto di rinvio a giudizio per il dirigente comunale Gaetano Pepe, per la genericità del capo d’imputazione, mentre la difesa del dirigente regionale Pierluigi Caputi aveva invocato l’incompetenza territoriale e il contestuale spostamento del processo a L’Aquila.
Gli altri imputati sono gli imprenditori Marco Sciarra e Giovanni Pagliarone, i direttori dei lavori Carlo Galimberti e Mario D’Urbano, e i dirigenti regionali e comunali Antonio Sorgi, Carla Mannetti, Gaetano Silverii, Emilia Fino, Lanfranco Chiavaroli ed Enrico Iacomini.
Al centro del processo la variazione della destinazione d’uso deliberata dalla giunta Mascia, attraverso la quale, secondo la Procura, “si addiveniva al sostanziale ampliamento della destinazione d’uso della sottozona indicata, attestando, contrariamente al vero, che tale variazione non determinasse l’aumento del carico urbanistico”.
Una decisione che a giudizio dell’accusa sarebbe stata adotta nonostante il rischio legato alla prossimità dell’aeroporto segnalato dall’Enac.
La prossima udienza è in programma il 16 aprile, quando saranno ascoltati i primi testimoni dell’accusa.






