L’AQUILA – “Sono fiero della competenza e della passione delle persone che collaborano con me in Consiglio regionale”.
Risponde così Giorgio D’Ignazio, consigliere regionale del Nuovo centro destra, alle polemiche suscitate dalla scelta, come suoi collaboratori politici all’Emiciclo, del cugino Fabio Cardelli e della compagna Manuela Gasparrini, rispettivamente al gruppo Ncd e all’Ufficio di presidenza del Consiglio dove D’Ignazio è consigliere segretario. A cui si aggiunge nel gruppo consiliare, Matteo Tancredi, cugino del deputato Ncd Paolo Tancredi.
D’Ignazio però non ci trova nulla di strano, anzi, invita a guardare oltre “riduttive” accuse di nepotismo e familismo.
Ricordando innanzitutto che è la legge vigente a stabilire che la scelta dei collaboratori politici, è di natura fiduciaria, perché il consigliere deve potersi fidare ciecamente e condividendo anche il credo politico, con chi deve accompagnare passo passo la sua attività in consiglio.
E dunque, ragiona D’Ignazio, ha una logica affidarsi proprio a persone a lui vicine, anche dal punto di vista “familiare”.
“Sono persone di fiducia – spiega ad AbruzzoWeb D’Ignazio – con cui collaboro da una vita, dall’inizio della mia attività politica, al mio fianco in tutte le campagne elettorali, e sono persone preparatissime, per questo le ho scelte, chi altro avrei dovuto del resto scegliere? Se la legge diceva che non si poteva fare non l’avrei fatto, è molto semplice”.
D’Ignazio poi ricorda che a fare il collaboratore politico, non ci si diventa certo ricchi, e infatti “parliamo di compensi di poche centinaia di euro al mese, e spesso si lavora anche 12 ore di fila”.
Il consigliere non intende aggiungere altro, “per non alimentare polemiche che lasciano il tempo che trovano, a me interessa solo svolgere al meglio il mio ruolo di consigliere di opposizione, e onorare il mandato degli elettori”.
Gasparrini è una commercialista, direttrice dell’Istituto educativo ed assistenziale Castorani di Giulianova. Nonché componente di nomina regionale nel Cda dell’Azienda regionale per il diritto agli studi universitari (Adsu) di Teramo.
Cardelli è un imprenditore esperto in politiche del turismo, stretto collaboratore di D’Ignazio quando era assessore al Comune di Teramo.
Non sono l’unico caso di parenti presenti nei gruppi politici. Come svelato da AbruzzoWeb, infatti, ad assistere nel gruppo di Forza Italia c’è Lorenzo Impaloni, nipote del consigliere Gianni Chiodi, in quello di Abruzzo futuro, Pierpaolo Renzi, cognato di Mauro Di Dalmazio.
Potrebbero esserci anche altri casi di collaboratori “imparentati” in Emicliclo, e in altri gruppi. Ma è difficile appurarlo. Non vige infatti l’obbligo di pubblicare nomi e curriculum sulla sezione Amministrazione trasparente del sito della Regione Abruzzo, dove compare solo uno stringato elenco di quelli assunti con contratto a tempo determinato direttamente dal Consiglio, non di quelli, che sono la stragrande maggioranza, assunti tramite agenzia di lavoro con contratto interinale.
Tenuto conto che sono tutti pagati con i fondi pubblici, messi a disposizione di ciascun consigliere, 52 mila euro l’anno, sarebbe opportuno almeno sapere chi siano e che esperienze lavorative e professionali hanno all’attivo, al di là se si è cugini o cognati.





