L’AQUILA – Levata di scudi di sindacati e commercianti all’Aquila per la decisione del Comune di aumentare i compensi dei dirigenti comunali.
A puntare per primo l’indice contro “quanto deliberato dalla giunta comunale mediante il verbale numero 332 del 9 luglio 2013, relativo alla costituzione del fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato della dirigenza per gli anni 2010-2011-2012-2013, e la successiva proposta di deliberazione per la costituzione dello stesso fondo per l’anno 2016”, è stato il segretario della Fp-Cgil Francesco Marrelli.
Gli fa eco il direttore di Confcommercio Celso Cioni, che trova “incomprensibile le ragioni che hanno indotto all’assunzione di tale provvedimento che riteniamo oggettivamente oltre i limiti dell’accettabile”.
“In un momento in cui tutti sono chiamati a grandi sacrifici, dove la lotta alla riduzione delle spese degli enti locali è quotidiana – dice Marrelli in una nota – la giunta aquilana decide un incremento di oltre 216mila euro per il fondo dirigenti. È doveroso ricordare il grande divario esistente tra le retribuzioni del comparto e quelle dei dirigenti, in un contesto dove i primi si vedono corrispondere retribuzioni che si aggirano intorno ai 1000-1200 euro al mese, con il contratto nazionale congelato al 2009”.
“Ma forse la questione che fa più rabbia è l’autoreferenzialita del deliberato di giunta, che imputa esclusivamente al lavoro dei dirigenti le condizioni di accrescimento dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi. Qualcuno – aggiunge il sindacalista – dimentica il ruolo essenziale dei lavoratori del comparto, che quotidianamente e in condizione di assoluta difficoltà, svolgono in modo eccellente il proprio lavoro, garantendo i servizi alla cittadinanza in una città che dal 2009 ad oggi ha cambiato radicalmente volto ed esigenze”.
La Fp-Cgil chiede “se siano stati acquisiti gli elementi di conoscenza dei miglioramenti conseguiti, se sia stata autorizzata la maggiore spesa da parte del consiglio comunale e se sì, perché tale incremento non ha riguardato anche il fondo per la contrattazione integrativa dei tanti lavoratori del comparto enti locali”.
“Nel mentre tantissimi cittadini si trovano ad affrontare sempre crescenti difficoltà occupazionali economiche e sociali che in molti casi vedono costretti i propri nuclei familiari a crescenti sacrifici, così come le piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi fronteggiano faticosamente i propri magri bilanci per la crisi dei consumi e l’eccessiva pressione fiscale e rischiano di vedere aumentate del 50% le tariffe delle tasse locali (Tari) – dice Cioni in una nota – pochissimi privilegiati dipendenti comunali che già dispongono di redditi nettamente superiori alla media, potranno usufruire di un ulteriore incremento degli emolumenti in barba al contesto socio-economico cittadino alle prese con difficoltà di sostentamento dei propri nuclei familiari”.
“Richiediamo pertanto che un atto di giustizia sociale venga assunto con immediatezza da parte dell’amministrazione civica per ricondurre al buon senso ed alla responsabilità un provvedimento non condivisibile ed ingiusto”, conclude il direttore Confcommercio.
“È inesatto affermare che il Comune dell’Aquila ha incrementato il fondo per i dirigenti nel 2016. È accaduto l’esatto contrario”. Afferma invece l’assessore al PersonaleAquila, Betty Leone.
“Alla data dell’assunzione del mio incarico di assessore al Personale non esisteva nell’Ente il fondo della dirigenza, ma solo uno stanziamento di bilancio di 600.000 euro utilizzato per le retribuzioni della dirigenza. – chiarisce l’assessore – Il fondo è stato costituito con applicazione degli istituti contrattuali nel 2013 sanando anche la situazione pregressa ed il fondo 2013 al netto delle riduzioni di legge è pari a 417.640,60 euro”.
“Dette riduzioni sono state applicate progressivamente anche nelle annualità successive sino all’attuale consistenza del fondo 2016 di 371.265 euro con una riduzione consolidata di 183.023,36 euro complessive. Ritengo, inoltre ingeneroso, affermare che l’amministrazione non sia attenta alle esigenze di tutti i dipendenti”.
“Anche per il resto del personale si stanziano risorse aggiuntive attraverso i Progetti obiettivo. L’amministrazione – prosegue Leone – ha presente lo sforzo e l’impegno dei propri dipendenti, soprattutto dopo il sisma. Esistono tuttavia tipologia di lavoratori (dipendenti storici, personale Ripam e dipendenti a tempo determinato, ex Opcm e non) che hanno tipologie contrattuali e fonti normative e finanziarie diverse”.
“Tutto ciò rende difficile agire in maniera uniforme per tutti. Per questo – ricorda infine l’assessore – abbiamo più volte sollecitato il governo e i sindacati ad istituire un tavolo nazionale con l’obiettivo di risolvere le anomalie, in modo da permettere all’amministrazione di avere una politica piu’ uniforme e ai dipendenti di avere un maggiore benessere lavorativo”.






