L’AQUILA – “Il Comune dell’Aquila sta predisponendo la delibera che autorizzerà il personale interinale richiesto dall’Asm”.
A darne notizia è lo stesso amministratore unico dell’Aquilana società multiservizi (Asm) Francesco Rosettini che nei giorni scorsi ha fatto richiesta all’amministrazione di 8 unità interinali per il trattamento delle macerie da impiegare nell’impianto di Pontiglione e di 20 unità operative interinali, per il periodo di 45 giorni, per far fronte alle numerose malattie, anche di lunga durata, allo smaltimento del piano ferie e per garantire i servizi durante le numerose manifestazioni ed eventi previsti da luglio a settembre 2016 che aumentano la mole di lavoro dell’azienda.
“Gli 8 non graveranno sul contratto di servizio, ma rientrano nel piano economico dello smaltimento macerie – spiega Rosettini – I 20 saranno compresi nel contratto di servizio facendo delle economie e senza alcun onere aggiuntivo”.
La richiesta di interinali ha sollevato polemiche nei giorni scorsi. Dure critiche sono arrivate infatti dal segretario regionale dell’Italia dei Valori Lelio De Santis.
Il personale si è reso necessario per l’Asm che ha avuto picchi di richieste di ferie, secondo quanto spiega Rosettini, in contemporanea di 34 dipendenti.
“Le ferie sono legittime e sacrosante, ma nonostante questo il servizio offerto non può e non deve risentirne – precisa – Gli interinali serviranno a mantenerne la qualità”, precisa.
I dipendenti dell’Asm sono a oggi 154, suddivisi tra amministrativi e operativi.
Sulla salubrità dell’azienda poi Rosettini sottolinea: “Dopo diversi anni quest’anno ho trovato un bilancio in attivo e una situazione finanziaria migliore di quella che ho lasciato nel 2014 e per questo ringrazio il mio predecessore Rinaldo Tordera”.
Tra gli obiettivi dell’ammiistratore unico, quello di portare il servizio di raccolta porta a porta che oggi copre il 70 per cento del territorio comunale, “al 100 entro la prossima primavera, sommandolo ai servizi di prossimità nelle zone meno densamente abitate e arrivando a coprire le frazioni non ancora servite di Sassa, Roio, Bagno e Monticchio. Un impegno che siamo sicuri riusciremo a portare a termine”.
Tra i nodi ancora sciogliere invece, quello legato agli ingombranti derivanti dalle demolizioni dei palazzi da ricostruire, il cui smaltimento troppo oneroso “non può rientrare nel contratto di servizio”.
Prima del sisma infatti, gli ingombranti annui da smaltire erano 280 tonnellate, oggi invece, secondo i dati forniti da Asm, arrivano a 2 mila tonnellate nei periodi di pubblicazione degli elenchi della ricostruzione.
“Per questo abbiamo chiesto soldi in più all’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila che sta vagliando le nostre richieste – precisa Rosettini – Fondi aggiuntivi per poter far fronte a quella che ha tutti i connotati di una situazione emergenziale e a cui non possiamo far fronte con fondi ordinari”.
Intanto il centro di raccolta ingombranti, nato a Bazzano per far fronte ai numerosi abbandoni, ai bordi delle strade, registra i primi numeri positivi. Dall’apertura avvenuta a metà giugno infatti sono stati oltre 400 i conferimenti di ingombranti.
“I cittadini hanno compreso l’importanza della struttura e delle sue finalità – conclude – In tanti stanno conferendo ingombranti, batterie e materiali elettrici. Saremo pronti tra qualche giorno a fare un bilancio del primo mese di lavoro”, conclude. (m.gal)






