L’AQUILA – Nuovo allarme per carenza di personale al tribunale dell’Aquila.
Ribadendo quanto già affermato a gennaio in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente Ciro Riviezzo ha spiegato che “i servizi e gli uffici vanno molto a rilento perché ci sono carenze di organico pesanti sia tra i magistrati che tra il personale amministrativo. Eravamo riusciti a fare dei passi in avanti importanti nello smaltimento dell’arretrato e nella velocizzazione dei processi ma così rischiamo di vanificare tutto”.
Mancano sia i magistrati che il personale, ha spiegato Riviezzo a NewsTown.
“Per quanto riguarda i magistrati – ha detto – abbiamo un posto vacante perché il concorso è andato deserto. Per adesso questo buco non sarà coperto per difetto di aspiranti. Inoltre abbiamo due magistrati che nei prossimi mesi andranno via, una collega in procinto di essere trasferita e un altro collega che andrà in pensione a gennaio. Un’altra collega ancora è in maternità e non rientrerà almeno fino a marzo-aprile dell’anno prossimo”.
L’appello di Riviezzo è stato raccolto dalla senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, che chiede l’intervento del ministro della Giustizia Andrea Orlando.
“È una questione che abbiamo sollevato da tempo – dice in una nota – Ora la novità è che, con la prossima vacanza di ben 4 magistrati su 11 in pianta organica, che si aggiunge alla cronica carenza di personale amministrativo, l’emergenza può degenerare in una vera e propria paralisi”.
“Oggi Riviezzo – prosegue la Pezzopane – spiega che l’impossibilità di coprire un posto da magistrato, accanto al prossimo trasferimento o pensionamento di altri 3, mette a rischio le funzioni minime stesse di un tribunale distrettuale come quello dell’Aquila. A questo si aggiunge, come diciamo da tempo, la carenza del personale amministrativo, con una scopertura effettiva del 40% e un’età media molto alta”.
“Le procedure di mobilità dalle province non hanno quasi sortito effetti, è necessario agire subito in altro modo. Tutte le procedure di smaltimento degli arretrati, nonché il carico di lavoro aggiuntivo dovuto alla gestione post-sisma sono a rischio blocco, così come l’attività ordinaria”.
“È una situazione tra le più drammatiche d’Italia, che abbiamo già denunciato più volte, anche con interrogazioni parlamentari. Ora di fronte anche alla presa di posizione del presidente del Tribunale dell’Aquila spero che il ministero agisca al più presto”, conclude la parlamentare.
“Tra le tante difficoltà che abbiamo ne segnalo soprattutto due – ha detto Riviezzo – essendo un tribunale distrettuale, abbiamo delle competenze che valgono per tutto il distretto della Corte d’Appello e che altri tribunali non hanno: per esempio il tribunale delle imprese, il foro della pubblica amministrazione, l’ufficio gip/gup dell’Antimafia. In più il legislatore, dall’anno scorso, ci ha assegnato un’altra funzione, sempre distrettuale, quella che deve valutare i ricorsi contro le decisioni delle commissioni territoriali per i rifugiati residenti, che in Abruzzo sono qualche migliaio. Tutto ciò non ha fatto che raddoppiare i carichi di lavoro”.






