L’AQUILA – “Sul futuro della Gran Sasso Acqua è sovrana l’assemblea dei sindaci. Sono loro che sono chiamati a decidere e a valutare le diverse ipotesi sul tavolo, tra queste c’è anche un mandato a termine del Consiglio d’amministrazione e del Collegio dei revisori in vista delle importanti novità normative previste, in tema di partecipate, sulla legge di riforma della pubblica amministrazione”.
Lo conferma ad AbruzzoWeb Salvatore Santangelo, vice presidente della società che gestisce il ciclo idrico nel comune dell’Aquila e in altre 35 amministrazioni, avvalorando l’ipotesi della proroga agli attuali vertici, a partire dal presidente Americo Di Benedetto, che a questo giornale l’aveva lasciata intuire senza dirlo, però, in modo esplicito.
Secondo quanto appreso, il mandato a termine o proroga che dir si voglia dovrebbe essere vincolato alla durata massima di un anno: il tempo che vengano emessi i decreti attuativi della riforma Madia della pubblica amministrazione, il primo sulle partecipate e il secondo sui dirigenti pubblici.
In questo modo, la Gran Sasso Acqua resterebbe congelata nella governance fino al giugno 2017, e la nuova amministrazione comunale uscita dalle urne in quel periodo andrebbe poi a rinnovare gli organi in base alle nuove regole nazionali, verosimilmente con un amministratore unico al posto del Cda.
La proroga, inoltre, non inficerà le ambizioni elettorali possibili tanto per Di Benedetto, accreditato di possibile partecipazione alle primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco, quanto per Santangelo, che guida una frangia del centrodestra cittadino pur senza avere al momento incarichi ufficiali e gode perfino della sponsorizzazione ‘trasversale’ dell’attuale primo cittadino, Massimo Cialente, che negli ambienti politici lo ha spesso tratteggiato come possibile candidato ideale alla sua successione per la coalizione avversaria.
Entrambi, come evidenziato da Di Benedetto in precedenza, non dovrebbero rispondere alla legge Severino, ma al Testo unico degli enti locali: per potersi candidare dovranno lasciare le cariche alla presentazione delle liste, senza tempi di attesa.
Qualcuno ha comunque avanzato dubbi che Di Benedetto (e gli altri a cascata) possano essere designati per un terzo mandato sulla scorta di un atto d’indirizzo che si è dato il Comune dell’Aquila in materia di municipalizzate, che prevede un massimo di due mandati da presidente.
Ma in casa Gsa si rileva come questa sia una partecipata atipica, che ha il Comune capoluogo in maggioranza come socio, ma risponde al controllo analogo su ogni atto dell’Ente d’ambito.
La proroga, insomma, non verrebbe vistata dall’anticorruzione comunale, ma dall’Ente d’ambito con regole tutte diverse e sarebbe, quindi possibile.
Sul tema si discorrerà nell’assemblea fissata domani, mercoledì 29, in prima convocazione e venerdì 1° luglio in seconda.




