L’AQUILA – È stata preparata per giorni, la rapina da 70 mila euro negli uffici della Sodifa dell’Aquila, la società dell’imprenditore Dino Di Fabio che gestisce le aree di servizio Total del capoluogo.

Un fatto di cronaca nera che ha destato scalpore in città, con cinque uomini armati e a volto coperto che, lunedì scorso intorno alle 13, hanno fatto irruzione nell’edificio dopo aver atteso che gli incassi del sabato e della domenica fossero presi per essere portati dall’ufficio alla banca.

È quanto appreso dalle indagini della squadra Mobile della questura, che hanno confermato la pianificazione, con tracce evidenti di appostamenti o attese emerse nel corso della bonifica della zona di fuga.

Erba calpestata, cicche di sigarette e una ringhiera preparata per dileguarsi alla svelta hanno confermato i sospetti.

Inoltre sono state ritrovate tute e mascherine nelle vicinanze usate per il colpo, che ora dovranno essere analizzate così come le impronte rilevate dalla Scientifica all’interno degli uffici.

Le immagini del circuito di videosorveglianza sono state viste e riviste. I componenti del commando, a volto coperto, si vedono abbastanza chiaramente anche se non è possibile scoprire dettagli come la nazionalità da quei video.

Nei giorni scorsi il personale rimasto coinvolto e altri testimoni sono stati sentiti più approfonditamente dagli uomini della Mobile, coordinati dal dirigente, Maurilio Grasso.

I servizi investigativi, attivati contestualmente al fatto, vanno avanti.

Da quanto emerso da video e deposizioni, si sono chiariti alcuni aspetti della dinamica: i dipendenti coinvolti nella rapina sono due uomini, non c’è, quindi, una donna come emerso inizialmente.

Uno viene picchiato all’esterno dell’ufficio, non con il calcio della pistola, ma con un bastone, anche qui correggendo il tiro rispetto alla prima ricostruzione. L’altro viene pestato all’interno, con un pugno.

Questa violenza fa ritenere agli inquirenti che i componenti della squadra criminale non fossero grandi professionisti.

Inoltre una curiosità è che entrambi i malmenati non hanno chiamato subito le forze dell’ordine, evidentemente sotto shock, ma è stato un testimone del condominio, che ha visto il subbuglio, ad avvertire inizialmente i Carabinieri, che hanno girato la segnalazione alla Polizia per competenza territoriale, partecipando comunque anche al primo intervento.

Sul posto sono intervenute in tutto 6 auto della Polstato, due Volanti, due della Stradale e due della Mobile.

Non è la prima volta che Di Fabio viene preso di mira dai malviventi: in passato aveva subìto già due furti.