TERAMO – “Se non si prorogano i termini della liquidazione delle Comunità montane, una delle conseguenze sarà lo spegnimento dei ripetitori televisivi che servono decine di migliaia di abruzzesi, ma questo a tanti miei colleghi in consiglio pare interessare poco…”.
È lo sfogo del capogruppo del Partito democratico Sandro Mariani, al termine di una giornata per lui nera, quella del Consiglio regionale di lunedi 13 Giugno, visto che per la seconda volta non è stata approvato il Progetto di legge regionale 171 del 2015, che prevede tra le altre cose di prorogare al 31 dicembre 2016 il termine ultimo per il definitivo smantellamento delle 11 Comunità montane, da anni nel limbo della procedura di liquidazione, che si sarebbe dovuta completare, come scritto a chiare lettere nella legge regionale 1 del 2013, a ottobre di quell’anno.
Ma cosa c’entra l’oscuramento del segnale televisivo con le Comunità montane?
C’entra eccome, in virtù di una di una delega conferita anni fa dal governo, le Comunità Montane “Gran Sasso”, con sede a Tossicia (Teramo), “Aventino Medio Sangro”, con sede a Palena (L’Aquila) “Medio Sangro”, con sede a Quadri (Chieti), “Vestina”, con sede a Penne (Pescara). detengono il possesso dei ripetitori, al posto dei Comuni, che irradiano il segnale ai televisori di decine di migliaia di cittadini delle aree interne.
Il Mise facendo però riferimento alla legge 1 del 2013, considera le comunità abruzzesi già belle che liquidate, e dunque non può rinnovare la concessione all’utilizzo dei ripetitori.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dunque scritto alle Comunità Montane obbligandole a cedere i ripetitori entro febbraio 2016 ai Comuni, oppure a dimostrare di essere ancora un Ente riconosciuto e normato a livello regionale.
La soluzione alla paradossale vicenda se l’è presa in carico proprio Mariani, che da una parte è riuscito con il suo staff di collaboratori ad ottenere più di un proroga, dall’altra ha spinto le commissioni a mettere a punto una legge che proroga l’esistenza seppure in liquidazione delle comunità montane almeno di qualche mese, al dicembre 2016.
L’ultima proroga concessa dal governo è stata fissata al 20 giugno, in una lettera dal chiaro tono dell’ultimatum.
Il consiglio del 13 giugno era dunque l’ultimo treno utile, per approvare la legge 171, ammenochè non si convochi entro il 20 giugno un consiglio straordinario, o si proceda con un atto di giunta pur di approvare il provvedimento. Da qui la rabbia di Mariani.
“Ritengo grave – commenta il capogruppo Pd – l’atteggiamento dell’opposizione, in particolare quella del centrodestra, che ha fatto ostruzionismo prima in commissione, poi in aula. Un atteggiamento del tutto fuori luogo, perché si tratta di una norma a costo zero, e urgente, sollecitata dal governo, e soprattutto a beneficio dei cittadini”.
E ancora, sottolinea Mariani, “la mancata approvazione della legge, potrà avere come paradossale conseguenza quella dell’oscuramento del segnale televisivo in molte aree interne dell’Abruzzo. Mi sono adoperato da mesi con tutti capigruppo per risolvere la situazione, ma un ostruzionismo che definisco del tutto fuori luogo sta vanificando ogni cosa”.
Entrando infine nel merito dello stringato progetto di legge, esso prevede che gli attuali Commissari liquidatori delle Comunità Montane, svolgeranno le funzioni di Commissari straordinari con il compito di “proporre e attuano le procedure di liquidazione” e di curare “gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, avvalendosi delle relative strutture tecnico-amministrative”, predisponendo “il piano di successione nella titolarità del patrimonio e dei rapporti giuridici attivi e passivi già facenti capo a ciascuna Comunità Montana soppressa”.
Il decreto di estinzione delle Comunità Montane dovrà dunque, questo il passaggio chiave, essere approvato entro e non oltre il 31 dicembre 2016.
I commissari straordinari resteranno invece in carica “fino al completamento di tutte le operazioni di liquidazione”, ovvero fino 31 marzo 2017. E si specifica, a scanso di equivoci, “non sono rinnovabili”.




