L’AQUILA – “È stato votato un bilancio falso che non copre le spese. Il Comune ce la fa a stento a pagare stipendi e mutui. La somma richiesta era di 24 milioni e ne sono stati promessi solo 16. Si parte già sotto di 8”. 

È tornato a lanciare l’allarme sul “futuro che attende la città”, il consigliere comunale dell’Aquila città aperta Giorgio De Matteis che a pochi giorni dall’approvazione del bilancio di previsione, questa mattina in conferenza stampa ha sottolineato “l’immobilismo del Comune”.

“Partiamo da -8 milioni – ha precisato – Secondo il dirigente del settore Risorse finanziarie e Controllo Fabrizio Giannangeli, anche se ci fosse un decreto con 16 milioni pronti non potremmo spenderli tutti prima della conversione in legge perché non sappiamo se resteranno 16. Se ne potrà spendere un 40-50 per cento”. 

Alla luce di un bilancio approvato con le astensioni, peraltro annunciate, di Giustino Masciocco (Sinistra ecologia libertà) ed Enrico Perilli (Rifondazione), polemici per il mancato coinvolgimento sulla strategia, De Matteis ha contestato “l’equilibrio precario che regge la maggioranza. Sel e Rifondazione votano il bilancio astenendosi e c’è un candidato sindaco dichiarato che è l’attuale vicesindaco della città. Per molto meno Giancarlo Vicini e Lelio De Santis sono stati cacciati dalla Giunta”.

Poi l’affondo a Cialente, dopo le botte sfiorate tra i due durante l’approvazione del bilancio. 

“Cialente è un sindaco coniglio, forte con i deboli e debole con i forti e questo la dice lunga sua forza politica, è un poveraccio politicamente, ridotto al crepuscolo della sua carriera politica”, afferma. 

Una lettera “di pagherò” quella del governo che secondo il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Guido Liris “non ha alcun valore amministrativo e istituzionale, arrivata tra l’altro dopo l’aumento delle tasse”. 

“Si poteva evitare l’ennesimo balzello del 20 per cento in più di Tari se il governo che dovrebbe essere materno non fosse stato invece matrigno – ha sottolineato –  dal governo c’è assoluta apatia e indifferenza nei confronti del capoluogo. A Roma si vive con preoccupazione e fastidio il ‘caso L’Aquila’ che ancora va a gravare sulle case del governo che ha parametrato l’aiuto al netto dell’aumento delle tasse”. 

È tornato a chiedere le dimissioni di Cialente anche il consigliere di Forza Italia Roberto Tinari. 

“Abbiamo un’amministrazione che si autocelebra e che ha preferito l’incerto – ha detto – con il risultato che tutto è fermo in tutti i settori: investimenti, lavoro, ricostruzione dell’Aquila e delle frazioni”. 

Ciò che determinerà l’affondamento definitivo dell’amministrazione secondo il consigliere capogruppo di Udc Raffaele Daniele “sono le dubbie capacità del Comune di recuperare crediti, dai fitti delle C.a.s.e all’evasione di Imu, Tari e Tasi, al recupero dei crediti dei mutui che abbiamo contratto senza sapere cosa ci si debba fare con quei soldi. Si pagani interessi a banche e enti per l’incapacità di recuperare i crediti”.

Presente, tra gli altri, anche il consigliere di Prospettiva 2022 Vito Colonna.