L’AQUILA – L’aumento della povertà che è seguito alla crisi economica ha colpito soprattutto le fasce più giovani della popolazione. Nel corso dell’ultimo decennio chi ha meno di 18 anni è diventato il più esposto alla povertà assoluta, visto che a soffrire sono soprattutto le giovani famiglie con figli, quelle dove i genitori hanno meno di 35 anni. In Abruzzo tra i comuni capoluogo situazione più critica a Pescara, tra i centri maggiori ad Alba Adriatica.  Tra i piccoli comuni dell’interno ha un triste record Castellafiume.

Sono solo alcuni dei dati e spunti di riflessione contenuti nella ricerca dell’Osservatorio sulla povertà educativa, a cura di Con i bambini – impresa sociale e fondazione Openpolis, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. 

L’obiettivo è promuovere “un dibattito informato sulla condizione dei minori in Italia, a partire dalle opportunità educative, culturali e sociali offerte, ed aiutare il decisore attraverso l’elaborazione di analisi e approfondimenti originali”. In base all’ultimo censimento generale della popolazione, risulta che il 7,4% delle famiglie in Italia è composto da coppie giovani con figli, e un ulteriore 1% è composto da famiglie monogenitoriali giovani (anche in questo caso intendendo come giovani quelle dove il genitore ha meno di 35 anni).

In Abruzzo sono inferiori alla media il 6,7%. E sono queste famiglie quelle più esposte al rischio povertà, per mancanza di lavoro, e per inadeguatezza delle politiche sociali. Va detto che la ricerca è precedente al varo del reddito di cittadinanza a inizio 2019.

La situazione più critica nel mezzogiorno: a Napoli l’incidenza delle giovani famiglie con disagio economico sul totale è del 9,7%, seguita da Caserta 7,6% Palermo 7,2% Catania 6,9% e Crotone 6,8%.

Al nord le situazioni generalmente meno critiche, dove ad esempio Siena Belluno e Parma hanno un’ncidenza di appena lo 0,8%.

L’Abruzzo è nel guado, con non poche criticità.

Per quanto riguarda i comuni capoluogo di provincia: a Pescara l’incidenza di famiglie in difficoltà economica è del 2,2% su 17862 minorenni residenti censiti, a Chieti 1,9% su 6.842 minorenni residenti censiti, a Teramo, 1,6%(8.073) , all’Aquila 1,2% (10.265).

Uno sguardo alle città più popolose: in provincia di Chieti, Francavilla al Mare ha il 2,7% di giovani famiglie povere su 3.858 minori censiti Vasto i 2,4%, con 6.611 minori censiti, Ortonail 2,3% (3351), Lanciano 1,9%, (5,247), Atessa 1,2% (1.725). 

Situazione più citia, in basi ai dati forniti, Canosa Sannita con il 3,1% e Roio del Sangro 2,9%.

In provincia dell’Aquila le famiglie povere sono il 2,4% ad Avezzano con (6.974 minori censiti), come pure a Castel di Sangro (951) l’1,9% a Sulmona (3.075).

Situazioni più critiche a Castellafiume 6,6%, Calascio 5,4% Caporciano 4,8% , Balsorano 3,4%, Pereto 3,8% e Secinaro 3,7%.

In provincia di Pescara l’incidenza è il 2,9% a Montesilvano (9547), il 2,2% a Spoltore (3.517) l’1,9% a Città Sant’Angelo (2.801).

Situazioni di maggior disagio, nei centri minori, a Vicoli 3,6 e Torre de’ Passeri 3,2%.

Infine la provincia di Teramo: alta la percentuale ad Alba Adriatica, 3,2%, con 1.944 minori censiti, segue Martinsicuro 2,9% (2.571), Tortoreto 2,8% (1.780) Silvi 2,6% (2.450), Roseto degli Abruzzi 1,7% (4.017), e Mosciano Sant’Angelo, 1,5% (1.504). Situazione più problematica a Nereto 3,1%. (f.t.)