L’AQUILA – “Non ho attualmente un account di posta certificata, malgrado mi sia occupata di ideare e progettare un intervento informatico che potesse facilitare le aziende nell’assolvimento di legge, il progetto mi è stato bloccato dalla Regione Abruzzo e malgrado sia ricorsa al Tar che ha sentenziato la prosecuzione del progetto questo non ha indotto la Regione Abruzzo a rispettare la sentenza”.
La consigliera di parità della Regione Abruzzo, Letizia Marinelli, denuncia così le condizioni in cui è costretta ad esercitare il proprio ruolo, spiegando di essere persino “sprovvista da più di un anno di personale e di protocollo informatico”.
“Ci sarebbe da chiedere come mai avviene tutto questo – scrive la Marinelli – Si comprende facilmente come malgrado l’esistenza di una normativa adeguata in tema di parità la situazione delle donne continua a non subire cambiamenti: sia nel divario retributivo, sia nella segregazione orizzontale e verticale, sia nel gap uomo donna dei livelli di disoccupazione”.
In una lunga nota la consigliera, alla ribalta della cronaca due anni fa per aver trascorso una notte in un albergo romano con l’allora presidente della Regione Gianni Chiodi, descrive il trattamento che le sta riservando la nuova Giunta.
“Si avvicina la data di scadenza del rapporto biennale sulla situazione del personale nelle aziende pubbliche e private che occupino più di 100 dipendenti, la data di scadenza è fissata per il 30 aprile 2016 – spiega nella nota – Nel rapporto devono essere riportate lo stato delle assunzioni, della formazione, della promozione professionale, dei passaggi di qualifica, nonché fenomeni di mobilità, o ancora pensionamenti, prepensionamenti e licenziamenti”.
“Lo scopo predisposto dall’articolo 46 del Codice delle pari opportunità è legato alla necessità di consentire un monitoraggio costante sulla situazione del personale, distinto ovviamente per genere, che evidenzi situazioni di segregazioni orizzontali e verticali subite, come statisticamente provato, dalle donne”.
“Obbligate ogni due anni alla compilazione del rapporto tutte le aziende pubbliche e private che devono inviare il rapporto alla consigliera di parità regionale ed alle rappresentanze sindacali aziendali”.
La consigliera Marinelli è stata costretta a rispondere così alle aziende che chiedono informazioni: “Gentilissima azienda, mi spiace comunicarle che non ho attualmente un account di posta certificata ove poter ricevere il rapporto e ciò malgrado la richiesta ed i continui solleciti indirizzati alla Regione Abruzzo. Altresì malgrado mi sia occupata di ideare e progettare un intervento informatico che potesse facilitare le aziende nell’assolvimento di legge, il progetto mi è stato bloccato dalla regione Abruzzo e malgrado sia ricorsa al Tar, tra l’altro utilizzando i miei soldi. Il tribunale ha sentenziato la prosecuzione del progetto, lo scorrere del tempo, ormai un anno, non ha indotto la regione Abruzzo a rispettare la sentenza. Attualmente sono sprovvista, da più di un anno di personale, come sono altresì sprovvista di protocollo informatico”.
Così, la consigliera di parità ha consigliato alle aziende di prendere contatti il direttore delle Politiche del lavoro Tommaso Di Rino, con la direttrice generale Cristina Gerardis o con il governatore Luciano D’Alfonso, fornendo gli indirizzi di ciascuno, “affinché possano indicare una Pec valida per assolvere l’articolo 46 del Dlgs 198/2006 o un indirizzo idoneo in grado di ricevere il rapporto”.






