SAN GIOVANNI TEATINO – Ha evitato l’arresto per un metro che separa la Fiat 500 rossa e la Ford dal limite di velocità di 60 chilometri imposto dall’Anas per i lavori in corso sull’asse attrezzato.
A.C., il 56enne pescarese che é piombato con la sua Ford sulla 500 rossa uccidendo Pietro Alfredo Maiella, 75 anni e Rosa Nardone, di 69, marito e moglie di Chieti, è il primo abruzzese a essere accusato di omicidio stradale aggravato perché, come si legge anche sul quotidiano Il Centro, “i morti sono due e a questi si aggiungono due donne ferite, cioè le lesioni stradali plurime”.
Diciotto, secondo la nuova norma del codice (il 589 bis), gli anni di carcere che l’uomo rischia al momento. L’arresto è previsto nel momento in cui l’indagato guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe o psicofarmaci. A.C. è risultato negativo ai test effettuati dalla Polstrada di Chieti su disposizione del pm Giancarlo Ciani che conduce l’inchiesta.
Il secondo motivo che comporta l’arresto è poi il superamento, su strade extraurbane, di 50 chilometri all’ora il limite massimo di velocità. In base alle prime rilevazioni, la Fiat 500 era incolonnata pe procedeva a velocità limitata per via dei lavori, quando la Ford le è piombata addosso dopo una frenata di una cinquantina di metri, ma il limite massimo di velocità era ancora di 90 chilometri. A.C. doveva correre almeno a 140 per essere arrestato subito. Un solo metro in più e sarebbero invece bastati 110 chilometri l’ora, ma al momento non ci sono prove.
Saranno un consulente esperto in incidenti, la Polstrada e l’autopsia del medico legale Cristian D’Ovidio a stabilire la velocità della Ford.






