ROMA – Quasi il 40% della popolazione italiana (il 39,3%) ritiene una donna in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole.
E’ il dato più eclatante riportato dall’Istat in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne ne sono la triste conferma. Dal report choc emerge che le vittime diventano inoltre corresponsabili agli occhi di parte dell’opinione pubblica poiché il 23,9% pensa che le donne possano provocare la violenza sessuale con il loro modo di vestire.
Tra i tanti dati che lasciano allibiti del report Istat su “Gli stereotipi sui ruoli di genere e l’immagine sociale della violenza sessuale”, cui hanno risposto maschi e femmine, è che il 6,2% della popolazione è convinto che “le donne serie” non vengono violentate.
Ed ancora: il 7,4% ritiene accettabile sempre o in alcune circostanze che un ragazzo schiaffeggi la sua fidanzata perché ha civettato o flirtato con un altro uomo e il 6,2% che in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto. Quasi il 18% ritiene accettabile sempre o in alcune circostanze che un uomo controlli abitualmente il cellulare della propria moglie o compagna.
C’è ancora l’1,9% della popolazione, poi, convinto che non si tratti di violenza se un uomo obbliga la propria moglie o compagna ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà.
Un fenomeno che non riguarda soltanto l’Italia come testimoniano i dati Onu: una donna su 3 nel mondo ha subito violenza fisica o sessuale ad un certo punto della sua vita, il più delle volte dal proprio partner. O come dimostra il piano da 360 milioni adottato dalla Francia contro i femminicidi.
In Italia il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha firmato oggi il decreto per lo sblocco dei fondi per gli orfani di femminicidio, mentre la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha destinato 30 milioni per la rete dei centri antiviolenza e introdotto da quest’anno un nuovo strumento, un “microcredito di libertà”, un fondo di un milione di euro per garantire alle donne violentate di ricominciare una nuova vita.
Da nord a sud oggi si sono moltiplicate convegni, azioni, campagne ed iniziativa come quella dell’installazione delle panchine rosse con impresso il numero 1522 del telefono antiviolenza. Dal 25 novembre 2019 anche nel cortile di Montecitorio c’è “panchina rossa” per ricordare le donne vittime di violenza.






