L’AQUILA – “Mi spiace constatare quanto sta avvenendo a L’Aquila, dove il sindaco Pierluigi Biondi, con la sua miope e deleteria postura ideologica, rischia di azzerare quella partecipazione di cui una città ferita come il nostro Capoluogo ha estremo bisogno.

Non le manda a dire il deputato del Movimento 5 stelle, l’abruzzese Valentina Corneli, che oggi presenziarà alla giornata conclusiva del Festival della Partecipazione a L’Aquila.

“Un appuntamento al quale ho già avuto modo di prendere parte l’anno scorso. Il tema della partecipazione è oggi sempre più pressante. Dobbiamo combattere sfiducia, passività e lassismo, atteggiamenti che sfibrano e disuniscono una comunità- spiega la deputata -. E sappiamo bene cosa succede quando una comunità è divisa, secondo il noto principio del “divide et impera”, in pochi vengono avvantaggiati a discapito della collettività”.

“Perciò a cominciare dalla scelta di tagliare i finanziamenti proprio per il Festival della Partecipazione, che solo grazie alla volontà delle associazioni che lo organizzano riuscirà anche quest’anno ad avere luogo, ma con un enorme punto interrogativo per le future edizioni. Per non parlare della sostituzione del “Festival della Montagna”, a cui erano destinati tra l’altro 60 mila euro di Fondi ReStart, con la “Festa della montagna”, spot politico divisivo, in quanto caratterizzato da venature di estrema destra, che certo non ha giovato all’immagine della città. Fino all’ultimo capolavoro: il naufragio del Festival degli Incontri, evento per il quale erano stati stanziati 700 mila euro dal Mibact e che avrebbe dato lustro alla città grazie alla presenza di nomi illustri, ma saltato perché si prevedeva la presenza di personaggi con inclinazioni politiche non gradite al sindaco. L’Aquila non merita questa chiusura culturale che rischia di affossarla e marginalizzarla proprio nel momento in cui avrebbe bisogno della maggiore apertura possibile, e sabato saremo a ribadire questa convinzione attraverso la pratica della partecipazione quale veicolo di idee, dialogo, co-apprendimento: fattori essenziali perché una comunità possa davvero riconoscersi e crescere”, conclude Corneli.