PESCARA – Chi ha fatto il bagno nel mare di Pescara sabato 1 e domenica 2 agosto “lo ha fatto in acque balneabili”. Lo scrive il vicesindaco di Pescara, Enzo Del Vecchio, in una lettera aperta diffusa oggi in cui ricostruisce la questione mare inquinato nella stagione balneare 2015, per la quale è in corso un’inchiesta che vede indagato lo stesso Del Vecchio, il sindaco, Marco Alessandrini, e il dirigente del settore tecnologico del Comune, Tommaso Vespasiano.
Del Vecchio nella stessa missiva riporta sia i documenti dell’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente (Arta) a partire dal 23 luglio, sia l’intercettazione tra lui e Vespasiano del 3 agosto.
Qui la frase clou, quando Del Vecchio, dice “…sabato e domenica abbiamo consentito il bagno…con mare così inquinato…” dando mandato a Vespasiano di emanare urgentemente l’ordinanza e mettere i cartelli. La telefonata e la frase, afferma Del Vecchio, erano relative ai dati “risalenti al 31 luglio”, cioè dopo la nuova rottura della condotta dell’Aca delle acque reflue di Via Raiale.
Con quei dati, scrive il vicesindaco di Pescara, “era logico constatare da parte mia che sabato e domenica 1 e 2 agosto le acque del mare non fossero conformi e quindi le persone che erano andate al mare nel tratto di Via Balilla avevano fatto il bagno in acque non balneabili”.
“Considerazioni, le mie, che venivano smentite con la conoscenza delle ulteriori analisi svolte dall’Arta nelle prime ore di sabato 1/o agosto e che avevano dato esito di ‘conformità’ e quindi il sabato e domenica 1 e 2 agosto chi aveva fatto il bagno nel mare di Pescara lo aveva fatto in acque balneabili”.
“Maldestramente, stando alla lettura dei giornali di questi giorni, nella conversazione telefonica (intercettata) con il dirigente Vespasiano delle ore 09:53 avrei dovuto precisare che il colloquio delle ore 09:13 era da ritenersi non più valido per quella parte. All’esito di tutto questo rimane la responsabilità da parte del Comune di non aver, per una disfunzione tecnico-amministrativa della macchina comunale, assunto iniziative riguardanti la sola giornata del 31 luglio per incolpevole conoscenza del fatto stesso”.
In merito alla situazione invece del 23 luglio, Del Vecchio riproduce, nella lettera aperta, le comunicazioni Arta di ‘non conformità’, e, a poca distanza temporale, successivamente di ‘conformità’ dei valori di balneabilità. Da questa data in poi, scrive Del Vecchio “le acque di balneazione del nostro litorale e del punto di Via Balilla sono ‘conformi'”.
In tal senso, dice, “nessun atto di irresponsabilità è stato tenuto da chi aveva la responsabilità di adottare provvedimenti in simili circostanze”.
“Non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità ed ho sempre guardato con rispetto e gratitudine al carico di responsabilità del sindaco, Marco Alessandrini, che ho sostenuto e sostengo senza remore per il delicatissimo ruolo che ha sempre esercitato con scrupolo e dedizione nonostante le molteplici difficoltà e criticità ereditate che hanno messo in pregiudizio l’organizzazione tecnica, amministrativa e finanziaria del Comune di Pescara”, scrive ancora Del Vecchio che chiude la lettera con quattro considerazioni: “1.Lo stato di cattiva salute del mare e del fiume Pescara non possono certamente ricondursi agli ultimi mesi o all’ amministrazione Alessandrini; 2.Nessuna amministrazione precedente a quella di Alessandrini ha posto con energia la questione del disinquinamento del fiume e la lotta agli scarichi abusivi; 3. Il sindaco Alessandrini ha avviato, appena terminata la stagione estiva 2015 e per la prima volta nella storia del Comune di Pescara, in collaborazione con Arta e Capitaneria di Porto, un monitoraggio continuo delle acque del fiume e del mare che hanno consentito; 4. Soggetti che hanno avuto responsabilità di governo nella precedente amministrazione e che nulla hanno fatto nei confronti di questa annosa e critica problematica evitino di porsi sul piedistallo della correttezza e della legittimità della loro azione che così non è stata e neanche per quanto concerne l’ assunzione e/o l’informazione di provvedimenti di divieto della balneazione”.






