L’AQUILA – “Ci hanno tirato addosso di tutto, anche dei mattoni. Non mi era mai capitata una cosa del genere in vita mia, una famiglia occupa abusivamente un’abitazione assegnata ad un’altra famiglia, e quasi tutto il condominio solidarizza con gli occupanti. Intanto, l’allarme sociale è suonato e le istituzioni sono ferme al palo, in una regione come l’Abruzzo che in teoria dovrebbe essere tranquilla e vivibile”. 

È quanto ammette Marco Forconi, aquilano di nascita, che vive e lavora a Montesilvano (Pescara), coordinatore della ‘costola’ abruzzese del movimento di estrema destra Forza Nuova, dopo il tentato blitz, bloccato dalle forze dell’ordine, di domenica scorsa all’alloggio di edilizia residenziale pubblica in via Mattarella, ad Avezzano (L’Aquila), occupato da una famiglia rom di cui fa parte anche un minore, per cui si è ritrovata fuori la famiglia Di Marco, oggi costretta in albergo, composta da un muratore di Capistrello (L’Aquila), che al momento dell’occupazione era al lavoro fuori città, con sua moglie, che era al lavoro per un’impresa di pulizie, e i figli.  

Il caso ha suscitato un polverone anche a livello nazionale, con l’intervento del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha promesso di andare a liberare personalmente l’alloggio in risposta all’immobilismo istituzionale che regna in questa vicenda a causa della presenza di un minore, che impedisce di fatto lo sgombero da parte delle forze dell’ordine”. 

La famiglia cacciata, poi, è stata minacciata pesantemente dai rom. 

“Noi di Forza Nuova volevamo confrontarci pubblicamene con le forze dell’ordine e con le istituzioni – spiega Forconi ad AbruzzoWeb – e l’unico modo era andare sotto il palazzo di via Mattarella, annunciandolo pubblicamente. È stato un tentativo simbolico di liberazione. Eravamo consapevoli di poter andare incontro a diversi problemi, ma non certo a una reazione pesante da parte non solo della famiglia rom che ha occupato l’appartamento. Per la prima volta, gli altri condomini non hanno mostrato solidarietà nei nostri confronti. Addirittura, uno dei componenti della famiglia abusiva ci ha detto chiaramente che dalle testimonianze raccolte nel condominio, viene fuori che l’abitazione era disabitata. E allora, mi chiedo con amara ironia, perché la famiglia Di Marco è ancora in albergo, mentre dagli appartamenti di via Mattarella pioveva di tutto addosso a noi ed è stata ‘sparata’ musica neo melodica a tutto volume

“Qui il razzismo non c’entra niente – precisa poi Forconi – perché non è un problema di rom, poteva essere chiunque ad occupare abusivamente l’appartamento. In altre città, parliamo di grandi città come Roma, Milano, Napoli, questi fatti sono all’ordine del giorno, ma se cominciano ad accadere anche qui, non è un bel segnale. Quello di Avezzano è un pericoloso precedente e servono misure dure ed esemplari, affinché non ci sia l’effetto emulazione. Nessuno deve sentirti autorizzato a togliere una casa a chi ne è il legittimo assegnatario”.

La vicenda avezzanese, per Forconi, pone però di fronte a un problema più grande, quello del disastro in cui si trova l’edilizia residenziale pubblica, tra emergenza abitativa e case che ormai cadono a pezzi. 

“È da tempo che si deve mettere mano a questa situazione – il pensiero dell’esponente di Forza Nuova – l’edilizia popolare va rimessa in piedi, vanno rimessi a posto i palazzi fatiscenti e c’è bisogno di costruirne di nuovi e di rivedere le norme per l’assegnazione degli alloggi”.

“Odio pensare che ci sia gente che vive per la strada, sia essa rom, italiana o di un altro Paese – dice poi Forconi – ma odio anche l’idea che si possa cacciar via di casa chi ha dei figli, utilizzando un minore. Non voglio diventare complice di un reato”. 

“E se guardiamo alla sicurezza – conclude – ci rendiamo conto di quanto sia disastroso il quadro sulla costa adriatica, dove non si occupa neanche più, si usano direttamente le armi”. 

Forconi ha confermato che, se la situazione non dovesse sbloccarsi, subito dopo le festività pasquali tornerà in via Mattarella.