L’AQUILA – I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, guidati dal colonnello Sergio Aloia, su disposizione del gip Guendalina Buccella hanno eseguito un sequestro di disponibilità finanziarie e beni immobili per un valore di circa 200 mila euro emesso dall’autorità giudiziaria nei confronti di sei persone: 3 responsabili di altrettante imprese aquilane che si occupano di commercio di giocattoli e giochi gonfiabili, la coniuge di uno di loro e due commercialisti.
Si tratta di Sabrina Di Giannantonio, classe 1972, e suo marito Massimiliano Mellone del 1970, Giovanni Ranieri classe ’77, Stefano Scipione del 1975, Stefano Miconi classe ’75 e Francesco Miconi del 1939, tutti dell’Aquila.
La misura cautelare giunge al termine di complesse indagini di polizia giudiziaria, coordinate dal sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli, svolte dai finanzieri del capoluogo a seguito di una segnalazione inoltrata alla procura della Repubblica dell’Aquila dall’Agenzia delle Entrate.
Con tale segnalazione l’ufficio finanziario ha comunicato all’autorità giudiziaria che, a seguito di mirati controlli di natura fiscale nei confronti delle predette imprese, era stato accertato che le stesse, per evadere l’Iva e le altre imposte sui redditi, erano ricorse all’utilizzo e all’emissione di fatture fittizie per un importo di circa 200 mila euro.
Delegati dall’autorità giudiziaria, i finanzieri hanno proceduto ad approfondire le risultanze dei controlli fiscali svolti dall’Ufficio finanziario attraverso complesse analisi contabili per accertare eventuali ulteriori illeciti connessi all’emissione e all’utilizzo delle fatture per operazioni inesistenti.
Gli approfondimenti hanno fatto emergere un ulteriore disegno criminoso concepito e realizzato dagli indagati attraverso i medesimi documenti fiscali fittizi: quello di ottenere indebitamente, attraverso la documentazione di costi in realtà mai sostenuti, un contributo comunitario nell’ambito dei Fondi Strutturali Por Fesr 2007/2013 stanziati per attrarre nuove imprese nell’area del cratere sismico.
La lotta alle frodi fiscali e agli sprechi di denaro pubblico da sempre rappresenta tra le maggiori priorità per la Guardia di Finanza che, anche attraverso forme sempre più virtuose di collaborazione con uffici giudiziari e l’Agenzia delle Entrate, è costantemente protesa a contrastare gli effetti negativi causati all’economia dall’evasione fiscale e dalle truffe allo Stato e all’Unione Europea.



