L’AQUILA – “Il documento pubblicato da Il Centro traccia finalmente una linea di chiarezza nella questione del Festival degli Incontri e, al contempo, ascrive il sindaco Pierluigi Biondi al registro dei bugiardi. Quando un sindaco mente alla città e la trascina con sè in polemiche tanto false quanto strumentali è il caso che si dimetta”.
Lo scrivono in una nota i capigruppo dell’opposizione del centrosinistra al Comune dell’Aquila, Paolo Romano, Stefano Palumbo, Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco e Angelo Mancini, tornando sull’esplosiva vicenda del festival da 700 mila euro, proggranto epr metà ottobre, ma ora in forse, che ha come direttore artistico Silvia Barbagallo, e che il sindaco Biondi vuole annullare e riprogrammare, perché ritenuto una “carnevalata della sinistra”, e perchè con un programma vago e incompleto.
Il loro riferimento è a un articolo del quotidiano citato in cui si pubblica una lettera (non è chiaro se di maggio o agosto), a firma del segretario generale del Comune Alessandra Macrì, indirizzata a tre figure apicali del Mibac, ente finanziatore, all’Istituzione Sinfonica abruzzese, ente esecutore e al Comitato operativo, in cui si chiede il trasferimento di 420 mila euro da accreditare sul conto di tesoreria unica del Comune, e nella quale si sottoscrive di allegare, “il programma del Festival internazionale degli incontri sottoscritto dal direttore artistico”.
“Non è vero – commentano dunque i consiglieri di opposizioni -, come il primo cittadino ha sempre asserito per dare spessore alla sua volontà di cancellare il Festival dal cartellone del decennale, che non ci fosse un programma definito se addirittura è il Comune a trasmetterlo formalmente al Ministero. Ci chiediamo se la tardiva levata di scudi dei gruppi di maggioranza a difesa del sindaco, avvenuta soltanto due giorni fa dopo settimane di bagarre sulla stampa nazionale, sia ancora valida oggi alla luce dei nuovi fatti. Fatti non più mistificabili neanche con un cambio di rotta nella polemica come pure Biondi ci ha abituato in questa storia”.
“Fatti incontrovertibili – aggiungono i consiglieri – che spazzano via qualunque programma alternativo partorito oggi dalla fantasia di Biondi: quello di cui è capace questa amministrazione è ben rappresentato dal cartellone della Festa della Montagna nel quale hanno trovato posto solo nostalgie d’alta quota, ma di bassa levatura”.





